Maxi rissa in pieno centro a Viareggio
Regolamento di conti tra due gruppi a colpi di bastoni, caschi e catene
VIAREGGIO. Il gruppone si fionda in via San Martino arrivando direttamente dalla stazione, poco prima delle 19. Una ventina di giovani uomini, tutti nordafricani, in mano hanno bastoni, caschi, catene. Qualcuno si attacca agli alberelli e li fa a pezzi per procurarsi un’arma. È un attimo: dentro la macelleria araba di via San Martino-angolo via Veneto un uomo viene colpito e ferito alla testa. Si susseguono i colpi, poi dalla macelleria è un fuggi fuggi. Tutto intorno, i clienti dei negozi e dell’hotel sull’angolo opposto si rifugiano dove capita. I titolari della Bottega del Caffé si chiudono dentro a chiave: «Li avevamo sulla soglia, che litigavano, in mano bastoni e catene - racconta uno dei gestori -: ci siamo chiusi dentro e loro giù a colpi nella vetrina».
Squillano i telefoni di polizia e carabinieri: «Un’auto dei vigili è passata e se n’è andata», è ancora la testimonianza dei negozianti della zona coinvolta in quella che è sembrata una vera e propria spedizione punitiva. Che lascia sul campo un ferito e un passare e ripassare di giovani uomini che si danno la caccia, telefonino all’orecchio per avvisare del momento in cui carabinieri e polizia, intervenuti sul posto, molleranno la postazione.
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«Non ce la facciamo più così», è la voce dei titolari dell’hotel sull’angolo: È un continuo segnalare lo spaccio e le risse in piena notte. Ma non cambia niente».
«Così non ce la faccio più» è la voce del parrucchiere arabo di via San Martino: «Ho dodicimila euro l’anno di spese e due dipendenti. Se ogni minuto siamo nel mezzo del ciclone lavorare è impossibile». Italiani e stranieri invocano un intervento delle forze di polizia (che pure hanno intensificato la presa sul centro città) che porti a risultati più radicali. Ma questa è faccenda che riguarda Prefettura e vertici delle forze dell’ordine. Perché a Viareggio non va tutto bene. Per niente.
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