Lutto
Strage, la Regione dice no alle assicurazioni
Rossi conferma la posizione e respinge l’offerta reale. Ieri il cortometraggio in consiglio regionale
VIAREGGIO. «Saranno i magistrati a individuare le responsabilità e i colpevoli. Ma una responsabilità umana, è evidente, c'è stata. Che sia omissione di controllo o mancata osservanza di regole o quale che sia. Chi ha vissuto e conosce quella tragedia lo sa». Stefano Baccelli, da sette anni impegnato a fianco dei familiari delle vittime del disastro ferroviario di Viareggio, il 29 giugno 2009, non ha mai smesso di dirlo. E ieri lo ha ripetuto, in occasione della proiezione del cortometraggio “Ovunque proteggi” in consiglio regionale. Una iniziativa che ha voluto e che ha visto al centro il no alla prescrizione rilanciato forte e chiaro dai familiari delle vittime. «Siamo in un procedimento penale che dura da 7 anni e siamo a 93 udienze. La sentenza di primo grado attesa, speriamo per ottobre-novembre incombe su noi e sul processo la prescrizione. Dopo 7 anni da un evento, si prescrive infatti il reato di lesioni gravi e gravissime e di incendio doloso. Per noi questo inconcepibile e inammissibile, e lotteremo in tutti i modi perché non avvenga»: è il messaggio risuonato nella stanze della politica regionale per voce di Daniela Rombi e Marco Piagentini in rappresentanza dell’associazione “Il mondo che vorrei”.
«Vogliamo che sia fatta piena giustizia e che vengano individuate le responsabilità», è stato l’intervento del presidente della Regione, Enrico Rossi. Il quale, nell’occasione, ha ricordato di aver firmato ieri mattina il no all’”offerta reale” arrivata dalle assicurazioni per chiudere la “partita” con l’Ente che, insieme a Provincia di Lucca e Comune di Viareggio si è costituito parte civile. Due milioni la somma che è stata offerta alla Regione. Lo Stato (Governo Letta) - e si è detto anche ieri in consiglio regionale - ha invece fatto un’altra scelta: uscire dal processo ed accettare i 15 milioni di risarcimento per la ricostruzione di via Ponchielli, via Porta Pietrasanta e di quanto altro andato distrutto.
«Come Assemblea dobbiamo essere una cosa sola con i parenti delle vittime», è il messaggio che ha voluto dare Eugenio Giani, presidente del consiglio regionale: «Per dare seguito alla legittima domanda di verità e giustizia di un Paese democratico e civile». Nel motivare la scelta che ha portato all’appuntamento di ieri, Giani si è così espresso: «Abbiamo voluto proiettare in consiglio regionale il cortometraggio “Ovunque proteggi perché riteniamo di interpretare i 3,7 milioni di cittadini toscani che vogliono la verità e che la giustizia funzioni. Nessuno può accettare che fatti di questo genere affoghino nei cavilli degli avvocati, nelle aule giudiziarie senza fine, e nella prescrizione che diventa uno strumento per giustificare ciò che è ingiustificabile». (d.f.)
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