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La scommessa di Monica e Alberto: rinasce la Canonica di Pruno

di Cristina Bulgheri e Claudio Vecoli
Monica e Alberto davanti all'ingresso de La Canonica di Pruno
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Monica e Alberto davanti all'ingresso de La Canonica di Pruno

Turismo: c'è chi lascia il mare e investe sulle Apuane all'ombra del Monte Forato

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PRUNO. Se abiti in Versilia e decidi di investire in una attività, la scelta è - come dire - obbligata. Il turismo, la spiaggia, il mare, il sole, la stagione estiva e magari i weekend di inverno. Non è stato così per i coniugi Franceschi - Monica e Alberto - che hanno scommesso il loro futuro esattamente nella direzione opposta: la montagna, puntando le loro fiches sui paesaggi aspri e suggestivi delle Apuane. Con il panorama mozzafiato che si affaccia da un lato sulla pittoresca Volegno e dall’altro sul “buco” del monte Forato. E in quattro e quattr'otto hanno riaperto La Canonica, il ristorante e bed & breakfast, attiguo alla chiesa di Pruno (della quale era - appunto - la canonica), chiuso da qualche anno.

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«Siamo venuti in questo paese ai piedi del Forato e ce ne siamo innamorati e anche se domani la nostra scommessa non dovesse risultare vincente - assicura Monica Aglietti, lidese - io da qui non mi muovo più. E lo dice una che è sempre stata una che viveva di mare e per il mare. Attraversavo la strada di viale Colombo a Lido in pareo e in un attimo ero in spiaggia».

Tutto è accaduto un po' per caso. Galeotto è stato Facebook. «Un nostro amico che stava attraversando un momento un po' problematico - racconta Alberto - ad un certo punto ha cominciato a postare sui social frasi significative, ma soprattutto di tutt'altro tenore dal solito: molto positive, come se ad un certo punto avesse messo da parte tutte le questioni complicate e fosse in qualche modo rinato. Gli abbiamo chiesto notizie e soprattutto dove si trovasse. “In alta Versilia” è stata la sua risposta. Così un giorno, curioso di capire che cosa gli fosse successo, ho preso la macchina e sono andato a trovarlo. E ho intuito l'arcano».

Tra Pruno e Alberto è stato amore a prima vista. La cornice delle Apuane, le case di pietra, i boschi, le lucciole alla sera, la natura. Un mix di ingredienti accattivanti. E poi un ristorante, chiuso da tre anni, accoccolato accanto alla chiesa tanto da prenderne il nome, in attesa di qualcuno che se ne prendesse carico.

Alberto che, dopo un passato di imprenditore edile massacrato dalla crisi, aveva già avuto esperienze nel settore - per un anno aveva infatti gestito a Lido di Camaiore il pub "Chilometro zero" a due passi dalla Passeggiata poi chiuso dopo una stagione critica - e si era prestato come aiuto cuoco nelle cucine di alcuni ristoranti, non ha avuto dubbi. A Pruno sarebbe stato il suo futuro. Monica permettendo.

Così una volta a casa le ha raccontato tutto: impressioni, idee, progetti. Ma i colpi di fulmini non si raccontano: si condividono. Così a Pruno ci sono tornati insieme e non c'è stato bisogno di tante parole. «Il 12 gennaio abbiamo firmato il contratto, il 13 febbraio abbiamo aperto al pubblico».

Forse la stagione invernale non era propriamente il momento migliore per farsi conoscere, ma comunque c'era da ingranare, sistemare, prendere le contromisure. «Così ci siamo trasferiti nelle camere sopra il ristorante: una parte però - spiega Monica - le abbiamo adibite a bed & breakfast e a fine maggio abbiamo aperto al pubblico anche le camere. Sono tre e sono a disposizione di chi vorrà trascorrere anche solo un paio di giorni in questo paradiso».

Intanto, proprio pochi giorni fa, hanno accolto una coppia di sposi che dopo tanti anni hanno sancito il loro amore all'ombra della Pania e del Forato. E ora - in tempo di Solstizio d'Estate - aspettano ospiti ad assaggiare le specialità della montagna versiliese, progettando serate jazz e cene a tema, da offrire insieme a piatti gustosi, ai dolci di Monica, al fresco e alla magìa delle lucciole.

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