Gioco
«Così tiriamo avanti dopo aver perso il lavoro»
Negli ultimi anni gli irregolari sono diventati un esercito: più di cento vendono i molluschi a Viareggio
VIAREGGIO. «Trent’anni fa eravamo in venti a pescare e a vendere le arselle. Oggi siamo un esercito». Parola di chi va in mare da una vita col rastrello. «Negli ultimi anni - spiegano gli abusivi delle telline - siamo diventati più di cento a Viareggio». Tra questi, c’è chi lavorava in cantiere, chi aveva un ristorante e chi stava dietro al banco in pescheria. «Poi, chi prima chi dopo - continuano - siamo rimasti senza lavoro. E a Viareggio cosa fai? L’unico mercato possibile è quello delle arselle».
Un mercato che però, come altri, è in crisi. «Vendiamo pochissimo e congeliamo tanto. Con il cattivo tempo che c’è stato finora, sono mancati i turisti e la vendita ai ristoranti è crollata. C’è la crisi anche nel campo delle arselle. L’anno scorso andava un po’ meglio ma quest’anno facciamo fatica come mai era successo prima. A Viareggio girano meno persone».
Il numero di quelli che hanno comprato il rastrello e hanno iniziato a pescare, «è cresciuto in modo incredibile negli ultimi cinque anni. Dobbiamo pur campare - dicono -. Quando si resta senza lavoro e ci sono delle famiglie da mantenere, si fa tutto. E questo - tagliano corto - è un lavoro. Non andiamo a rubare. Cerchiamo soltanto di portare a casa la giornata».
C’è chi, tra i ristoratori, non molto tempo fa ha definito il mercato fuori regola delle arselle come una “mancia per i disoccupati”. L’altra faccia della medaglia però, è quella di chi si è messo in regola investendo. E di certo non accetta che esista un mercato sommerso di questa portata. «Noi - così parlano gli abusivi - con questo mestiere sopravviviamo. Se ci tolgono anche questo, cosa andiamo a fare?». Per qualcuno di loro quella della pesca alle arselle è l’attività di famiglia, con tanto di moglie al seguito che raggiunge il marito per la vendita.
«Io - spiega un abusivo che pesca da trent’anni - ho provato a mettermi in regola, ma se avessi avuto i soldi per la licenza non avrei fatto questo lavoro per una vita». E poi ci sono molti altri che il rastrello lo hanno comprato solo pochi anni fa. «Siamo la maggioranza - dicono -. Nel mercato delle arselle, almeno fino all’anno scorso, c’erano ancora delle possibilità. Quest’anno è già molto più dura».
(b.f.)
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