Gioco
Nuovi prepensionamenti all’Asl, ma riguardano gli amministrativi
Il “Versilia” sarà toccato in minima parte. Nel frattempo sono arrivati i rinforzi al pronto soccorso Il sindacato Fsi: «Qualcosa si è mosso, però restano in difficoltà settori chiave come il Cup»
VIAREGGIO. Scattano nuovi prepensionamenti all’Asl. Ma il nuovo piano dei cosiddetti “esuberi”- operazione che punta ad alleggerire il carico complessivo degli stipendi - non sarà traumatico per l’ospedale Versilia. Non avrà nulla a che vedere, cioè, con la cura da cavallo che la Corte dei Conti aveva chiesto l’anno scorso. Motivandola col fatto che l’ex Asl Versilia aveva sforato la spesa massima consentita per il personale.
Chi se ne va. Nel 2015 l’ex direttore generale Brunero Baldacchini, su input della magistratura contabile, aveva congedato una cinquantina di dipendenti. Che hanno lasciato scoperti reparti nevralgici come la radiologia, la chirurgia e anche l’oncologia. Stavolta, con tutto il rispetto per chi lascia il servizio e per chi resta al lavoro senza il supporto di queste persone, si tratta di una riduzione di personale meno dolorosa: i prepensionamenti riguardano tre funzionari amministrativi. Nulla, insomma, che vada a incidere negli organici di medici e infermieri, finiti spesso nel mirino per le carenze di personale.
Pronto soccorso, ecco i rinforzi. Da alcuni giorni, come promesso dall’Asl nell’incontro in prefettura, sono arrivati i rinforzi al pronto soccorso. E i miglioramenti si sarebbero già visti. «A seguito della conciliazione di fronte al prefetto di Lucca Giovanna Cagliostro, fra la Federazione sindacati indipendenti e l’Azienda sanitaria toscana Nordovest - afferma Daniele Soddu, segretario del sindacato Fsi - il pronto soccorso è stato potenziato subito di un medico. Ed un altro medico dovrà arrivare a breve. Come da accordi presi in sede di riunione, la cooperativa che gestisce i trasporti ha aumentato il numero delle ore degli addetti al trasporto dei pazienti, in un numero sufficiente a garantire almeno due figure in più di operatori sociosanitari sempre presenti all’interni della struttura stessa. Per quanto riguarda il personale infermieristico, sono state destinate tre unità al pronto soccorso. Un primo passo importante è stato compiuto - ammette Soddu - e il sindacato lo valuterà con i lavoratori in un incontro che si terrà a breve, proprio per fare il punto della situazione».
Le situazioni ancora scoperte. «Se da un lato abbiamo un’inversione di rotta - prosegue l’esponente sindacale - permangono le difficoltà di altri reparti e settori anche amministrativi. Come ad esempio il Centro prenotazioni visite ed esami, che oramai è in emergenza perenne. E dove non si vedono a breve soluzioni di incremento di personale. Anche in vista dell’aumento dell’utenza dovuto alla stagione estiva». Va detto che il destino del Cup - a breve verrà nominato un responsabile di area vasta, si ipotizza il dirigente massese Enrico Raggi - non è ancora chiaro. Difficile capire se l’Asl ritiene davvero necessario rimpiazzare i cinque-sei dipendenti prepensionati l’anno scorso.
La riorganizzazione. Secondo quanto riporta il sindacato Fsi, il nuovo piano di prepensionamenti in tutto il territorio della nuova Asl servirà allo scopo delle riorganizzazioni aziendali «delle quali al momento - afferma Soddu - anche le organizzazioni sindacali ignorano come e quando verranno fatte. Se la nostra ex Asl 12 verrà toccata in maniera marginale dagli esuberi 2016, il piano si allarga anche alle altre ex aziende dell’Area vasta, con la previsione di 29 esuberi per l’Asl Toscana Nordovest. Ai quali si dovranno sommare quelli per l’area medica. Più in generale la nostra organizzazione sindacale si prefigge di valutare anche i piani eventualmente predisposti dalle altre due maxiaziende, al fine di comprendere meglio la portata di tali azioni. L’auspicio che a fronte di tali esuberi vi siano delle assunzioni di personale che vada a ricoprire gli stessi ruoli, con un risparmio di spesa, ci lascia molto perplessi e preoccupati. E non vorremmo - conclude - che fosse l’ennesimo gioco di rimandare eventuali ingressi in servizio. Attesa che sottoporrebbe il personale ad ulteriori carichi di lavoro».
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