Gioco
Il Comune toglie gli striscioni “No forno”
TORRE DEL LAGO. «Per ogni striscione che strapperete, noi ne metteremo due.Per ogni gesto vile e anonimo, noi porteremo due persone a metterci la faccia». Il Comitato “No formo” di Torre del Lago...
TORRE DEL LAGO. «Per ogni striscione che strapperete, noi ne metteremo due.Per ogni gesto vile e anonimo, noi porteremo due persone a metterci la faccia». Il Comitato “No formo” di Torre del Lago torna a riunirsi questa sera, nel consueto appuntamento del martedì, e protesta per l’azione del Comune che ieri pomeriggio ha inviato due dipendenti, accompagnati da un’auto della polizia municipale, a rimuovere gli striscioni appesi quasi ovunque nella frazione. E qualcuno ha fatto la propria comparsa anche a Viareggio: propio sulla porta del Municipio dopo la rimozione forzata a Torre del Lago.
Lo scontro con l’amministrazione comunale che, dopo al delibera di indirizzo sull’impianto di cremazione non sembra aver più “maneggiato” l’argomento, nonostante l’impegno ad un processo di partecipazione con l’impegno a rimettersi alla volontà dei cittadini, si fa sempre più deciso. Con i torrelaghesi che hanno protestato alla rotonda, domenica mattina, dove erano attesi il sindaco - o il vice Martina - ed invece si sono visti i consiglieri Guardi (che è anche presidente dei balneari viareggini) e Pieraccini (vice presidente della commissione urbanistica del consiglio comunale).
Tra le voci contrarie anche quella di Riccardo Montanini, ristoratore di Torre del Lago, ex consigliere comunale (Pd) ed ex presidente del consiglio comunale: «Parlerei semplicemente di una grossa presa per i fondelli per tutti quelli che hanno creduto al nostro turismo ambientale».
Intanto - ricorda il Comitato - «sono passati tredici giorni da quando abbiamo inviato una richiesta d'incontro con sindaco ed assessore e ad oggi ancora non abbiamo risposta alcuna. Questa totale indifferenza non è un buon sintomo su ciò che invece il primo cittadino ha richiamato come punto cardine in campagna elettorale con la parola partecipazione».
In casa “I Care” (ex Asp) la tesi che viene ribadita è quella dell’impegno preso in consiglio comunale quando la delibera è stata approvata: senza processo partecipativo l’impianto di cremazione che salverebbe i bilanci cimiteriali dell’azienda interamente pubblica (che lo propone dal 2010) non s’ha da fare. Ma della partecipazione annunciata - è la voce del Comitato - al momento non c’è traccia.
Sul fronte dell’ambiente, Torre del Lago sembra essere presa particolarmente di mira. Il Parco del neo presidente Gianni Maffei Cardellini non ha ancora battuto un colpo sulle immagini delle dune, sito protetto e di importanza comunitaria, scavate dalle ruspe in azione per l’installazione di un ripetitore per la telefonia mobile. Quella stessa spiaggia sulla quale i balneari ed i gestori dei locali non possono battere chiodo senza permessi e contropermessi dell’Ente Parco.
Donatella Francesconi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
