Il lutto
Gli strappa l’orologio dopo l’abbraccio ma viene incastrata
VIAREGGIO. Ha salutato la sua vittima con un abbraccio, come se la conoscesse da una vita. Ma in realtà quel gesto apparentemente gratuito ed affettuoso, altro non era che un modo studiato a tavolino...
VIAREGGIO. Ha salutato la sua vittima con un abbraccio, come se la conoscesse da una vita. Ma in realtà quel gesto apparentemente gratuito ed affettuoso, altro non era che un modo studiato a tavolino per strappare l’orologio dal polso del malcapitato di turno: in pieno giorno e nel centro di Viareggio. Lui, colto alla sprovvista, ha ricambiato il saluto. Un attimo dopo però, si è accorto della rapina travestita da abbraccio.
La donna infatti, una rumena di ventotto anni, lo ha strattonato violentemente per un polso strappandogli l’orologio.
Ma l’uomo, sessantasette anni di Viareggio, ha subito reagito, e mentre lei era già pronta a tagliare la corda e a salire a bordo dell’auto che la stava aspettando poco più in là, l’ha inseguita e bloccata riuscendo a recuperare la refurtiva. A quel punto la giovane ha raggiunto la macchina con targa inglese ed è fuggita insieme ai due complici. La vittima della rapina però, ha dato immediatamente l’allarme. Tutto è successo nell’arco di pochi secondi in via San Martino, sabato pomeriggio. E a neppure mezz’ora di distanza dal fatto, la Polizia di Viareggio era già riuscita a rintracciare la macchina e a identificare i tre, subito denunciati per il reato di rapina in concorso.
Le ricerche dell’auto «con targa gialla», come aveva riferito il sessantasettenne, sono scattate immediatamente. La vettura è stata fermata lungo viale Colombo, a Lido di Camaiore. Dentro, come detto, c’erano tre persone: un rumeno di 29 anni residente in Inghilterra, e due donne rumene di 29 e 28 anni. La più giovane ha sulle spalle altri episodi simili a quello accaduto sabato a Viareggio. I tre denunciati erano appena arrivati in città. E qui hanno pensato di mettere in atto quel sistema già collaudato altrove. La vittima, in questi casi, è sempre qualcuno che passeggia da solo. Di solito vengono scelte persone anziane: sorprese da quel saluto che sembra tanto spontaneo da innescare una naturale risposta. Fosse anche solo per educazione. È in quel momento che scatta la trappola, com’è successo in via San Martino. La prontezza dell’uomo e l’intervento tempestivo degli agenti hanno permesso di incastrare la banda.
Beatrice Faragli
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