Gioco
Cardoso, la rinascita fondata sulla memoria
Stelle e palloncini bianchi per ricordare le vittime dell’alluvione
Volano nel cielo di Cardoso dei palloncini bianchi lanciati da una bimba dalla sommità del paese dove iniziò la tragedia e si contarono le prime vittime di quel 19 giugno di venti anni fa che segnò la vita per sempre la vita di quella comunità, ma di tutta la Versilia.
Sul cippo che ricorda quelle 13,32, una poesia di una bimba, custodita in un involucro di plastica perché la pioggia non cancelli quelle parole di chi allora non c'era, ma che è cresciuta con il peso di un ricordo pesante che ha cambiato per sempre la storia di chi qui ha perduto tutto: la casa, i familiari, gli amici, i compagni di giochi.
Alcuni giorni fa l'amministrazione comunale di Stazzema ha sostituito il vecchio cartello "Cardoso paese distrutto dall'alluvione" con un altro che ricorda come il paese sia stato ricostruito dopo l'alluvione. Per molto il Paese aveva perduto pure la speranza di risorgere: molti venti anni fa in tutta la Versilia avevano temuto l'ennesima tragedia italiana senza colpevoli e senza risposte. Ma qui a Cardoso, come in tutta Versilia, la politica funzionò e fu a differenza di tante altre tragedie, buona politica grazie a persone lungimiranti come il sottosegretario di allora, Franco Barberi, o il presidente della Regione Toscana, Vannino Chiti, che fu nominato Commissario, o il sub commissario Fontanelli, per l'alluvione, che trasferirono sul territorio l'asse decisionale, ascoltando i cittadini e la comunità scientifica e poi fecero scelte giuste, sapendo dire anche dei no, non solo ricostruendo, ma facendolo laddove era possibile realizzare case in maggiore sicurezza, realizzando quelle opere che potessero sopportare una eguale portata d'acqua.
Alla giornata di commemorazione hanno partecipato in tanti: i cittadini prima di tutto, gli amministratori della Versilia, le forze dell'ordine, i vigili del fuoco che furono tra i primi ad arrivare nel luogo del disastro, prima ancora che vi fossero notizie certe sull'accaduto. C'era anche il Comune di Firenze con il Gonfalone e il consigliere Fabrizio Ricci che hanno accolto l'invito del Comune di Stazzema a legare le celebrazioni dell'alluvione della Versilia alla tragedia che colpì Firenze nel novembre 1966.
Anche Stazzema e la Versilia ebbero i loro angeli del fango, ovvero le migliaia di volontari che in una gara di solidarietà invasero la Versilia da tutta la Toscana e da tutta Italia, con mezzi e uomini, con le loro tute di tutti i colori con cui portarono umanità, solidarietà e la speranza un giorno di risorgere. Alcuni di loro si sono ritrovati con quelli di oggi negli stessi luoghi che videro un impegno che durò mesi e mesi per portare soccorso alle popolazioni.
La sfilata silenziosa del mattino si è conclusa nella chiesa del paese, vicino a quell'angelo rimasto in piedi, in mezzo alla desolazione di sassi e detriti tutti attorno, in cui il Paese ha allestito un tappeto azzurro come l'acqua, in cui sono rimaste impigliate le stelle con i nomi delle vittime: Norma, Margherita, Marino, Elena, Renata, Valentino, Graziana, Manuela e due più piccole Giulia ed Alessio: stelle che non possono volare più, costrette quasi a terra da quell'acqua che da fonte di vita si trasformò improvvisamente in portatrice di morte e distruzione.
Le commemorazioni si sono susseguite in tutta la giornata: sempre in silenzio, sempre con il ricordo di quel giorno che qua ha segnato una cesura tra un prima e un dopo, portando con sé migliaia di aneddoti e ricordi.
In serata la staffetta che dalla foce del fiume Versilia ha raggiunto Pontestazzemese: tre degli atleti - Vinicio Moriconi, Paolo Tarabella, Davide Deri - le hanno fatte tutte, perché è importante non dimenticare. Infine, la fiaccolata in cui per la prima volta a distribuire le fiaccole non c'era più Valter Buselli, uno degli storici volontari che costituirono la Pubblica Assistenza di Stazzema e lassù nella notte il buco del Monte Forato illuminato dalle torce, come una stella a vegliare sulla commemorazione.
Si è fatto molto, ma non tutto. E lo ricorda anche l'amministrazione comunale: «Anche quest'anno impegno per la sicurezza e ricordo si uniscono», commentano il sindaco Maurizio Verona ed il suo vice Egidio Pelagatti. «Il pensiero va alle vittime di venti anni fa, va alle migliaia di persone che dovremmo ringraziare per aver favorito la ricostruzione. Oggi è necessario realizzare altre opere che vadano verso quella prevenzione che non riusciamo mai a mettere in atto nel nostro paese e che consentirebbe di prevenire queste disgrazie. Faremo sentire la nostra voce per far sì che si possa realizzare un progetto di messa in sicurezza dei versanti che oggi sono minacciati da quei boschi che sono stati per secoli una risorsa per questi paesi e che oggi invece, costituiscono una minaccia. Oggi ricordiamo, da domani proseguiremo il nostro impegno perché i nostri cittadini vivano in sicurezza».
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