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Patrimonio fallita: depositato il ricorso in Cassazione
VIOAREGGIO. La sentenza della Corte di Appello di Firenze che ha confermato il fallimento della Viareggio Patrimonio, come da decisione del Tribunale di Lucca nel settembre scorso, «è erronea e...
VIOAREGGIO. La sentenza della Corte di Appello di Firenze che ha confermato il fallimento della Viareggio Patrimonio, come da decisione del Tribunale di Lucca nel settembre scorso, «è erronea e consegue ad eventi violazioni di legge. Cosicchè dovrà essere annullata». È il ricorso presentato ieri in Cassazione dagli avvocati dello studio Morbidelli-Righi e associati per conto della società “Battisti” di Massimo Matraia, proprietaria dell’immobile sede della Viareggio Patrimonio.
«La regola è - si legge nel ricorso - che la società “in house” pura è - al di là della veste formale - una Pubblica amministrazione. O meglio è una parte della Pubblica amministrazione stessa che l’ha costituita». E se la “in house” «è lo stesso Ente pubblico di cui costituisce un’articolazione, la prima conclusione è che essa non fallisce proprio per espressa previsione della legge».
A sostegno delle motivazioni addotte il ricorso ricorda quanto confermato dalla Seconda Sezione della Corte di Cassazione (4938/2016) che in materia di conferimento di incarichi a dipendenti pubblici ex articolo 53, comma 9, del Decreto legislativo 165/2001, ha escluso che una Spa con le caratteristiche della “in house” dovesse considerarsi come soggetto autonomo e distinto della Pubblica amministrazione stessa. Che, quindi, avrebbe potuto conferire l’incarico solo previa autorizzazione dell’amministrazione. E ciò proprio in ragione di quella “sostanziale identità” tra Spa e Pubblica amministrazione, di cui alla dottrina ed alla giurisprudenza sopra citata».
Alla Corte d’Appello il ricorso imputa «l’errata interpretazione della nozione di Ente pubblico di cui all’articolo 1 della Legge finanziaria. La quale non avrebbe potuto non conformarsi a quella ormai condivisa giurisprudenza nazionale e comunitaria che ormai vi riconduce pacificamente il modello delle società “in house” , non tanto perché sia di fronte alla creazione di un nuovo Ente pubblico, ma più semplicemente perché siamo di fronte ad una nuova “articolazione interna” dell’Ente territoriale».
Donatella Francesconi
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