Il Tirreno

Versilia

La sentenza sui balneari arriva nel cuore dell’estate

Matteo Tuccini
Una protesta anti-Bolkestein dei balneari
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Una protesta anti-Bolkestein dei balneari

La Corte di giustizia europea si pronuncerà il 14 luglio sulla questione Bolkestein. In caso di bocciatura della proroga delle concessioni si rischiano mesi di caos

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VIAREGGIO. Nessun rinvio ad autunno. La Corte di giustizia europea si pronuncerà sulla questione Bolkestein - e indirettamente sul futuro dei balneari - il 14 luglio, nel cuore dell’estate. In una data che evoca la presa della Bastiglia del 1789, giorno d’inizio della Rivoluzione francese.

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Per quanto un caos del genere non sia ripetibile, né auspicabile, la confusione ci sarà eccome nella categoria. E in generale nelle spiagge italiane. Perché tutti danno per scontato che la Corte di giustizia Ue si pronuncerà contro i balneari e contro lo Stato italiano. Bocciando, di fatto, la proroga delle concessioni delle spiagge fino al 2020, che il nostro Parlamento controfirmò quattro anni fa contro il volere dell’allora governo Monti. Una decisione che scatenò polemiche a non finire - con servizi anti-balneari su Tg1 e quotidiani nazionali - e che rappresenta il nodo centrale dell’intero sistema.

In realtà i giudici della Corte europea non si pronunceranno sull’intera questione. Esamineranno i ricorsi fatti da imprese private ai tribunali amministrativi regionali di Lombardia e Sardegna, contro il mancato rinnovo delle concessioni che gli stessi privati avevano sul lago di Garda e nel piccolo Comune sardo di Loiri Porto San Paolo, vicino Olbia. I giudici europei, a cui i colleghi dei Tar italiani si sono rivolti, decideranno se la concessione poteva essere rinnovata senza gara ai privati, o se invece è corretto metterla a gara come hanno fatto le amministrazioni pubbliche interessate.

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L’avvocatura generale della Corte Ue, tramite il funzionario Maciej Szpunar, si è già espressa a febbraio: la proroga al 2020 non ha ragion d’essere, le spiagge e in generale le concessioni demaniali vanno affidate con una selezione pubblica che premi l’offerta migliore. Come prevede la direttiva Bolkestein e in generale l’ordinamento dell’Unione Europea. Se questo sarà il verdetto della Corte, l’Europa di fatto considererà nulli i titoli oggi in mano i balneari. Riportandoli alla scadenza originaria del 31 dicembre 2015.

Va detto che di fronte allo Stato italiano i balneari sono legittimati a rimanere a lavorare in spiaggia almeno per altri quattro anni. Ma il Governo sarà obbligato ad andare a Bruxelles a trattare un periodo transitorio. Voci di corridoio dicono che potrebbe essere di qualche anno, forse cinque o forse dieci. Ma alla fine di tutto ognuna delle 429 concessioni delle spiagge della Versilia - salvo quelle già rinnovate grazie al cosiddetto “atto formale” - saranno messe sul mercato.

 

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