Il Tirreno

Versilia

Muore stroncato da un malore a 51 anni

Cesare Bonifazi
Antonio Palmerini in una foto da Facebook
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Antonio Palmerini in una foto da Facebook

Lido di Camaiore: poche ore prima si era sottoposto ad una iniezione di ozono in uno studio medico privato per curare un'ernia. Richiesta l’autopsia

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LIDO DI CAMAIORE. Antonio Palmerini avrebbe compiuto 52 anni il prossimo 17 settembre. Giovedì pomeriggio era andato in uno studio medico privato a fare la prima seduta di una nuova terapia per curare l'ernia che lo tormentava da tempo. La sera, dopo un malore, è morto nel suo divano.

Da mesi Antonio soffriva un dolore per il quale seguiva una cura tradizionale poi, nel pomeriggio di giovedì, la prima iniezione dell’ozonoterapia, un rimedio che avrebbe portato al rilassamento muscolare e alla riattivazione del metabolismo dei tessuti. Iniezione fatta da un medico ortopedico di sua fiducia.

Poche ore dopo la prima avvisaglia di malessere: «Ha cominciato a sentirsi mancare, era sbiancato - racconta il figlio 27enne, Cristopher - ha avuto anche qualche problema intestinale. Ci siamo preoccupati e abbiamo chiamato il medico che lo stava seguendo e gli aveva fatto la puntura nel pomeriggio. Ci ha rassicurato che i sintomi rientravano in quelli previsti dalla cura. Poi sembrava essersi ripreso e ci siamo tranquillizzati».

Il dottore ha richiamato per assicurarsi che tutto si fosse risolto: «È stato molto premuroso - racconta il cognato, il professor Franco Benassi - ci ha detto che avrebbe richiamato ancora il mattino seguente per sapere se tutto era a posto. Lui effettivamente stava meglio e voleva anche uscire per portare fuori il cane. Il figlio e la moglie Kety lo hanno praticamente costretto a restare a casa e lui si era messo sul divano nella solita posizione di riposo. Quando sono tornati lo hanno trovato senza vita». Dieci minuti, e non c’era più.

Malgrado i problemi fisici, era un grande amante del mare: viveva a Lido con la moglie e andava spesso a passeggiare sulla spiaggia con il cane, Rocky. Antonio era anche un uomo conosciuto a Camaiore, dove era nato: suo padre, Giovanni, ha lavorato per tanti anni come dipendente all’ufficio dell’anagrafe e la famiglia di sua moglie, Kety Marsili, aveva la cartolibreria in piazza XXIV maggio.

«Era un uomo buono che viveva in maniera semplice - racconta il cognato - Aveva una vita fatta di tanti affetti. Amava il suo lavoro di stampatore alla tipografia Pezzini di Viareggio: ci metteva l'anima. Quando ho avuto a che fare con lui per motivi di lavoro, ricordo che mi stupiva sempre per quanto fosse attento a tutti i particolari».

Neanche con quel dolore alla schiena infatti rinunciava ad andare a lavorare: un preciso, lo definiscono i colleghi e il suo datore di lavoro.

«Era davvero un uomo per bene, una brava persona - racconta Paolo Biagi, uno dei titolari della tipografia Pezzini di Viareggio - Era un grande lavoratore e quando c’erano tante cose da fare lui si faceva sempre in quattro e aiutava gli altri. Ci sarebbero milioni di episodi da poter raccontare: abbiamo passato tanti anni uno di fianco all'altro per otto ore al giorno».

Antonio lascia la moglie, il figlio e la madre ultraottantenne che ieri hanno chiesto l'autopsia sul corpo: «Non muoviamo accuse contro nessuno - dicono - vogliamo solo che venga ristabilito un momento di chiarezza: vogliamo avere la certezza sulle cause della morte ma non abbiamo nulla contro i dottori che lo curavano».

Ancora non è stata decisa la data del funerale, verrà stabilita dopo i risultati dell’esame autoptico. Intanto la bacheca di Kety è stata invasa dai messaggi dei tanti, amici e conoscenti, che hanno voluto salutare Antonio.

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