Gioco
Manutenzioni ferroviarie, il caso del manuale europeo
Le Vpi 2008 valevano solo per Germania, Austria e Svizzera. Non erano tradotte e secondo Igo Poschmann, padre dell’edizione 2011 contenevano errori
VIAREGGIO. C’è un tallone d’Achille in ogni “gigante”. Quello di Igo Poschmann, ingegnere tedesco, padre del manuale di manutenzione europeo Vpi, edizione 2011, sono le domande che il pm Salvatore Giannino è tornato a porre sul rapporto tra alcuni punti dell’edizione in vigore nel 2009, anno del disastro ferroviario di Viareggio, e quella 2001 da lui scritta. Poschmann, nelle numerose udienze che l’hanno visto sul banco dei testimoni in qualità di consulente per gli avvocati degli imputati di parte tedesca è rimasto irremovilmente saldo sulle proprie convinzioni. Cricca anomala, nell’assile che ha ceduto, sia per velocità che per inclinazione. Nessuno poteva prevedere, nessuno avrebbe potuto intercettare il difetto. «Le Vpi 2011 hanno espressamente indicato come zone da visionare il collarino ed il fusello?», chiede il pm. «Vorrei citare un passaggio del manuale Vpi 2011: non c’è nessun punto in cui cita il collare esterno». «A pagina 15 del manule da lei scritto», indica il pm. «Pagina 15?», chiede l’autore del manuale. Tra i due interviene il presidente Gerardo Boragine: «Dato che l'ha scritta, non ce l'ha con sè?». «Ho quella tedesca», risponde Poschmann.
Subito dopo, il confronto vira alle differenze tra le due edizioni, 2008 e 2011. Sul tipo di esami da fare nel caso l’assile presenti rumori di fondo, Poschmann sostiene che nel manuala edizione 2008 «c’è un errore». Niente ultrasuoni, e dunque, smontaggio per collare esterno e zona ruota: «Il rimando all’appendice 28 è errato. Il rimando corretto è alla 35». Il testo, però - obietta il pm - «è rimasto costante nel tempo, senza modifiche. Qualcuno avrà segnalato questo errore nel corso degli anni? ». Il consulente si irrigidisce: «Io sono responsabile di quello del 2011 e di quello posso parlare». Ed allora, continua Giannino, «come mai nel 2011 ha voluto persistere nell'errore? Si riparla di smontaggio ed esame magntoscopico. Siamo a pagina 26 delle Vpi edizione 2011, scritte da lei». Il consulente prende tempo: «Mi dia un secondo per leggere».
Il risultato sul fronte Vpi è la fotografia di un manuale che nel 2008 valeva solo per Germania, Austria e Svizzera, del quale non esistevano traduzioni ufficiali, che conteneva “errori” - così il consulente - sull’indicazione di esami fondamentali per la sicurezza ferroviaria. Verrebbe da dire: Vpi, queste sconosciute.
Sul fronte parti civili ieri si sono visti all’opera gli avvocati Dalle Luche, Pedonese e Nicoletti. Efficace e puntuale Pedonese sulle contestazioni mosse da Poschmann a Fabrizio D’Errico (metallurgista del Politecnico di Milano) su quella corrosione dalla quale l’assile che ha ceduto a Viareggio sarebbe stato indenne fino al momento dell’incidente. Punto per Nicoletti, quando il consulente ha dichiarato che il tecnico della Jungenthal addetto agli ultrasuoni «lavora nella manutenzione e non in produzione, dunque sul rumore dell’assile potrebbe avere sbagliato qualcosa. Ha affondato la lama Dalle Luche nel ricordare al teste che la sua azienda, qualificata come «Ente di accreditamente nazionale», ha rapporti economici con la Gatx della quale lui stesso è consulente nel processo. «Possiamo avere rapporti con i clienti», dichiara Poschmann: «Dobbiamo tuttavia garantire tramite il sistema di gestione il rischio che determinate attività non possano essere influenzate da questi rapporti. È quello che abbiamo garantito in questo caso specifico».
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