Il Tirreno

Versilia

Trenitalia: la Germania poteva evitarlo

di Donatella Francesconi
Trenitalia: la Germania poteva evitarlo

Disastro ferroviario, in aula l’ex amministratore delegato consegna un documento agghiacciante datato 30 giugno 2009

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. «Se la tedesca Eba avesse messo in campo gli stessi comportamenti dell’italiana Ansf probabilmente oggi non saremmo qui». Vincenzo Soprano, amministratore delegato di Trenitalia all’epoca della strage di Viareggio, rende spontanee dichiarazione nell’aula del processo per il disastro ferroviario di Viareggio, sette anni fa, trentadue morti. È la prima voce di Ferrovie che si ascolta da quella mattina del 30 giugno 2009 quando l’allora amministratore delegato di Fs, Mauro Moretti, in Municipio a Viareggio dichiarò che Ferrovie non avevano responsabilità per quell’alba livida di dolore e fiamme sotto la quale la città si era appena svegliata. Soprano, Moretti e Mario Elia, all’epoca ad di Rfi, sono oggi tra gli imputati.

Soprano fa il paragone tra l’Agenzia per la sicurezza ferroviaria tedesca (Eba) e quella italiana (Ansf) e insiste: «alle luce di quanto sono riuscito ad approfondire, ed quanto è emerso nel dibattimento, credo sia evidente la sostanziale differenze sul ruolo svolto da Eba e Ansf» in materia di sicurezza del trasporto merci pericolose.

La cisterna, targata Gatx ma noleggiata in ambito Gruppo Fs, si è squarciata dopo il deragliamento lasciando uscire il Gpl trasportato. E non c’è pezzo del trasporto ferroviario tra Europa ed Italia che non abbia le proprie responsabilità, raccontano i capi di imputazione formulati dalla Procura di Lucca (pm Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino). Ciò non toglie che il documento portato ieri in aula da Soprano sia agghiacciante. Ed inchiodi il sistema ferrovie europee alla responsabilità di aver taciuto, di non avere agito, di aver nascosto, di aver tenuto gli occhi chiusi.

Siamo a Parigi, il 30 giugno 2009. Viareggio brucia, i bambini muoiono, gli ustionati gravissimi iniziano il loro calvario. Nella capitale francese è riunito il gruppo di studio “detentori dei carri” della Uic, l’organizzazione internazionale del settore ferroviario che riunisce 240 compagnie in tutti i cinque continenti. All’epoca ne era vice presidente Mauro Moretti e quel giorni, per Trenitalia, partecipava all’incontro Lelio Armenti. Il rappresentante della Db Shenker (ramo trasporto merci Ferrovie tedesche) informa che esiste una «raccomandazione dell’Eba per un tipo di assili specifici» che non devono essere caricati di un peso superiore alle 20 tonnellate. Il provvedimento - si legge - restringe la circolazione di 11.000 carri Db Shenker, pari all’8% del parco viaggiante.

La data di quella raccomandazione - ha detto ieri Soprano - era 28 maggio 2009. Un mese esatto prima della tragedia di Viareggio.

Il documento della riunione parigina, però, dice di più: Db Shenker «ha chiesto ai suoi clienti d’applicare la restrizione a partire dal 13 luglio 2009». Sei giorni dopo le esequie solenni, il giorno in cui muoiono Federico Battistini e Roberta Calzoni.

Non c’è ragione - dichiara Soprano - «per non ritenere che nel suo utilizzo in Germania l’assile fosse stato caricato da Db sotto le venti tonnellate». Ma resta il fatto della resistenza che l’Europa ha fatto (e in parte fa tutt’oggi, vedi l’infinita vicenda dell’adozione dell’antisvio) quando si è trattato di sicurezza ferroviaria. Europa dei binari di cui l’Italia faceva parte a pieno titolo e con i massimi vertici Fs.

In quella riunione il rappresentante Trenitalia informa tutti di cosa è accaduto a Viareggio in quelle stesse ore. Il presidente Eric Peetermans ricorda che «in Italia si tratta del secondo incidente in meno di un mese. Il 18 giugno la rottura di un assile di un carrocisterna trasportante acido cloridrico ha bloccato il trasporto ferroviario per 48 ore». Di conseguenza, «l’immagine di un trasporto ferroviario sicuro e degno di fiducia non è più nell’animo dei cittadini italiani». L’immagine del trasporto ferroviario è, dunque, «appannata». Per questo «sarebbe auspicabile un’azione mediatica che spiegasse correttamente le cause e difendesse il trasporto ferroviario».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini