Il Tirreno

Versilia

Cinque anni di reclusione per le violenze in famiglia

di Donatella Francesconi
Cinque anni di reclusione per le violenze in famiglia

La moglie era finita più volte al pronto soccorso per le botte ricevute dal marito ma diceva di essersi fatta male: il tribunale ha riconosciuto i maltrattamenti e condannato l'uomo

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VIAREGGIO. Il coraggio di dire no. Dopo l’ennesima violenza, davanti ai figli. Un coraggio che il Tribunale di Lucca ha riconosciuto ieri ad una donna versiliese, condannando il marito a cinque anni di carcere, per i maltrattamenti in famiglia datati in un periodo che va dal 2011 al 2013. Cinque anni contro i quattro richiesti dal pubblico ministero.

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Il giudice Simone Silvestri - spiega uno degli avvocati della Casa delle donne, Paola Memmola (l’altro è Elena Benedetti) - «ha riconosciuto le percosse ed i danni fisici alla vittima, considerando la continuazione del reato, anche in presenza dei referti del Pronto soccorso nei quali, come spesso accade, la donna dichiarava di essersi fatta male da sola, pur in presenza di colpiture e fratture gravi».

Si inciampa-sbatte-cade per la vergogna, mista alla speranza che tacere possa far tornare la storia al via, quando si pensava di essere felici. «È una sentenza unica in Italia, ed una condanna esemplare», sottolinea l’avvocato dell’unico centro in Versilia che offre assistenza legale alle donne in difficoltà di fronte a queste situazioni. Una sentenza «che infonde coraggio alle donne nella stessa situazione» e alla quale si è arrivati «dopo aver assistito alla sfilata dei familiari dell’uomo a sua difesa».

Non è stato facile. «Per sottrarsi alle violenze, la mia cliente ha documentato i fatti, dotandosi perfino di un telefono che teneva nascosto al marito. Ed ha dovuto anche essere ospitata, per qualche tempo, in una struttura protetta insieme alla prole».

Fondamentale è stato l’aiuto della famiglia, quando la giovane donna - dopo l’ennesimo episodio gravissimo - ha avvertito il padre. Il quale, a sua volta - è ancora l’avvocato Memmola a ricordarlo - «è stato oggetto di un tentativo di estorsione da parte del genero. Il quale pretendeva dalla famiglia della moglie 120.000 euro con la motivazione di avergli rovinato la vita». Ma l’uomo non si è fatto spaventare, nonostante le minacce di morte per tutta la famiglia, e si è rivolto ai carabinieri di Viareggio che hanno arrestato il marito della donna. Il lavoro dei militari, anche sui maltrattamenti, si è rivelato fondamentale.

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