Sicurezza
Appello dei rom al sindaco «Venga a parlare con noi»
Oggi l’incontro promosso dalle associazioni che operano nel campo di via Cimarosa Invitato anche il vescovo, che non ci sarà. Marcucci: nel 2007 il sistema teneva
VIAREGGIO. Le famiglie rom del campo di via Cimarosa si appellano al sindaco Giorgio Del Ghingaro dopo l’annuncio dello smantellamento del campo di Torre del Lago. «Venga a parlare con noi» dicono. L’invito al primo cittadino, promosso dai volontari che da anni si occupano di chi vive nel campo, è per oggi alle 15 nella sala della Circoscrizione di Torre del Lago.
L’unica certezza è che il vescovo, a cui è stato fatto lo stesso invito, non ci sarà. È a Lourdes per un pellegrinaggio, e dunque sarà tra gli assenti. Presente la Caritas di Lucca, che già segue dei progetti in via Cimarosa. L’assessore al sociale Sandra Mei e il sindaco Del Ghingaro invece, non rispondono in merito alla loro presenza all’incontro di oggi. Ma il primo cittadino è già stato chiaro sul destino del campo. «Quel non-luogo è in condizioni igienico-sanitarie disastrose e inaccettabili. Noi - ha spiegato il sindaco - non abbiamo intenzione di continuare a ledere la dignità delle persone, sia di chi ci vive, sia della popolazione di Torre del Lago costretta, da anni, a fare i conti con una situazione del tutto illegale». Gli abitanti del campo però, non se ne vogliono andare. Almeno non alle condizioni dell’amministrazione, che per le famiglie con minori si muoverà come nei casi di sgombero, trovando una sistemazione temporanea per mamme e figli. Per questo i rom hanno fatto appello al sindaco: per trovare una soluzione alternativa. Sullo smantellamento interviene anche la onlus Berretti Bianchi, che si occupa da anni di chi vive nel campo di Torre del Lago. «È necessario arrivare al superamento di questo luogo di degrado e discriminazione ma - dicono dall’associazione - la soluzione giusta non è quella autoritaria assunta dal Comune, bensì un percorso condiviso con il volontariato e soprattutto con la comunità rom». Cosa che, spiega la Onlus, non è stata fatta. E ancora: «Dove sono i progetti di inserimento lavorativo e di inclusione sociale a cui la giunta faceva riferimento in una comunicazione dell’aprile scorso?»
Il campo di Torre del Lago versa in condizioni disastrose da anni. Fu l’allora sindaco Marco Marcucci, quasi un decennio fa, a trovare la prima sistemazione per i rom in un campo autorizzato e creato proprio dal Comune. «Non potevamo eludere il problema - spiega Marcucci -. Dieci anni fa ci ritrovammo ad affrontare una vera e propria emergenza, con oltre cento persone che uscirono fuori dalla Pineta di Levante e occuparono lo stabile ex Telecom alla Migliarina. Non potevamo tenerle lì, né rimandarle nel bosco. Per una piccolissima parte, fu trovata la soluzione del campo. Per tutti - continua - furono stanziati fondi dalla Regione e dallo Stato per trovare alloggi e cominciare percorsi di inserimento al lavoro. Per un anno, fino a quando sono stato sindaco, seguimmo questa strada: il sistema teneva. Ci furono tante persone che trovarono posto nell’edilizia viareggina e in altre città. Evidentemente queste soluzioni, nel corso degli anni successivi, si sono trasformate in fallimenti. Bisogna capire cosa sia successo. Di sicuro - sottolinea l’ex sindaco - noi abbiamo dovuto fare quel campo, che avrebbe dovuto essere transitorio, perché c’era una situazione di emergenza, riconosciuta dalla Regione e dallo Stato. Poi non posso sapere cosa sia accaduto. Posso solo dire che con i soldi ricevuti trovammo delle soluzioni».
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