Il Tirreno

Versilia

In spiaggia i nuovi italiani «Aiutiamoli a capire i rischi»

di Matteo Tuccini
In spiaggia i nuovi italiani «Aiutiamoli a capire i rischi»

Tiziano Bramanti, tra i bagnini più esperti, dice sì alle multe per chi sfida il mare «Ma dobbiamo spiegare i pericoli a chi è di origine straniera e li conosce meno»

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VIAREGGIO. «Sono d’accordo con chi vuole multare le persone irresponsabili che sfidano il mare, tuffandosi quando non dovrebbero farlo. Ma se non insegniamo i rischi a chi li conosce meno, perché arriva da un paese straniero, non ne usciremo mai».

Tiziano Bramanti, da anni bagnino all’Arizona in Darsena, è una specie di nume tutelare della categoria. Nell’estate del 2009, ricordata dolorosamente in città per ben altri motivi, salvò da morte certa un bambino di cinque anni assieme a un collega del Vittoria, Patrizio Calcagnile. Tiziano ha deciso di dire la sua sulla sicurezza in mare perché ricorda bene, con amarezza, le ultime tragedie. L’estate scorsa, nel giro di poche settimane, morirono in due. Il primo fu un romeno di 26 anni trapiantato in Italia, Vasile Ciobanu, tuffatosi dal pontile di Tonfano. Il secondo fu un ragazzo di 21 anni originario della Costa d’Avorio, ma ormai naturalizzato empolese, Yacouba Bamba, che perse la vita dopo essersi tuffato dal pattino. Anche Tiziano, che era lì vicino, partecipò alla ricerca di Yacouba.

«Sono sempre di più le persone che si stabiliscono da noi arrivando da un paese straniero - afferma Tiziano - Negli ultimi anni, in particolare, sia in Darsena che in Passeggiata abbiamo assistito a un boom di clientela cinese e albanese. Gente che vive e lavora in Toscana, ma che conosce meno i rischi del mare, perché ha cominciato a frequentarlo di più solo di recente». Sono i cosiddetti “nuovi italiani”, che secondo Tiziano Bramanti «sono oggi quelli più a rischio. A loro va spiegato cosa possono e non possono fare, per evitare altre tragedie come quelle dell’anno scorso».

Per quanto riguarda le sanzioni, il bagnino dell’Arizona dice di essere «assolutamente d’accordo con chi vuole stangare gli incoscienti. Io ho lavorato per un periodo a Marina di Vecchiano: là, dopo alcune tragedie, la Capitaneria di porto decise di vietare la balneazione con la bandiera rossa. Pena multe di mille euro». Per quanto riguarda la sorveglianza alla Lecciona, invece, spiega: «Se si decide di farla, va fatta bene, e con tutti i crismi. Non ha alcun senso organizzare qualcosa di posticcio, giusto per fare presenza. Magari su base volontaria. Si espone il bagnino che se ne fa carico a rischi ingiusti e ingiustificabili».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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