I rom di Torre del Lago pronti alle barricate
Gli abitanti delle roulotte invitano Giorgio Del Ghingaro all’accampamento: "Noi di qua non ce ne andiamo, è casa nostra"
VIAREGGIO. «Restiamo qui. Questa è casa nostra e ormai ci sentiamo quasi italiani. I nostri figli vanno a scuola a Torre del Lago e noi chiediamo soltanto di rimanere insieme». Va bene anche restare nella latrina di via Cimarosa alle famiglie del campo Rom torrelaghese.
«Certo - spiegano - le condizioni sono disumane, nemmeno fossimo cani, però meglio questa sistemazione che rimanere senza casa». O peggio ancora, avere un tetto sulla testa ma con le famiglie divise. «L’unica soluzione trovata dal Comune - spiega Udila Marin - è quella di metterci in strutture protette con i nostri figli ma senza mariti. Questo è inaccettabile per noi. La famiglia non può essere divisa. Chi lo accetterebbe?».
Dal campo sono pronti al «muro contro muro» nel caso in cui il Comune non riuscisse a trovare un’ alternativa a quella comunicata «a voce» negli scorsi giorni.
«Senza nessun foglio scritto - va avanti Udila - ci hanno detto che entro la fine del mese ce ne dobbiamo andare. In venti giorni, secondo loro, dovremmo lasciare la nostra casa. Ma noi non ce ne andremo. Resteremo qui dove il Comune ci ha messo diversi anni fa, e dove abbiamo costruito le nostre vite».
Parlano tutti al campo Rom di via Cimarosa, anche i più piccoli: ragazzi e ragazze cresciuti a Torre del Lago. Chiedono di restare, oppure di avere l’ opportunità di iniziare una vita dignitosa.
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.13665598:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2016/06/15/news/al-via-le-procedure-per-smantellare-il-campo-dei-rom-1.13665598]]«Siamo tutti disposti a lavorare e a pagare per le case popolari, però - spiegano - non crediamo che per noi potrà esserci davvero una sistemazione in alloggio. C’era un progetto, alcuni anni fa, per l’ inserimento civile e sociale dei Rom, che fine ha fatto? - chiedono - quel progetto avrebbe potuto permetterci di iniziare anche percorsi lavorativi. Qui però non lo abbiamo mai visto. Era rivolto a noi, avevano anche mandato dei soldi dalla Regione, ma nessuno ha fatto niente. Per questo chiediamo di restare qui. Anche a queste condizioni. Anche con la fogna che butta direttamente dove mettiamo i piedi. Meglio così, uniti, che senza casa. Se l’alternativa è quella di sfasciare le nostre famiglie poi, non solo non accetteremo mai, ma già possiamo dire di esser pronti alla “battaglia”».
Intanto però, gli abitanti del campo Rom hanno invitato il sindaco Giorgio Del Ghingaro in via Cimarosa «per fare un patto e trovare una soluzione dignitosa». Loro lo aspettano domani alle 16. Sono convinti che arriverà.
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