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Versilia

Dopo il voto c’è chi ringrazia e chi recrimina

Dopo il voto c’è chi ringrazia e chi recrimina

Partito democratico e Cinque Stelle soddisfatti, nel centrodestra scambio di accuse e autocritiche

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SERAVEZZA. A una settimana dal voto che ha proclamato sindaco Riccardo Tarabella, a Seravezza la tensione elettorale lascia il posto alle analisi a mente fredda, ai ringraziamenti e alle recriminazioni.

Pd. Il Partito democratico ringrazia gli elettori. «Questa bella vittoria - si legge in una nota del partito - conquistata confrontandoci i cittadini, cercando di esprimere le nostre proposte sempre con onestà e rispetto per gli avversari, pone le sue fondamenta nel buon governo che la città di Seravezza ha avuto in questi ultimi 10 anni. L'eccellente amministrazione di Ettore Neri ha permesso a Riccardo Tarabella e alla sua lista di stendere un ottimo programma sulla base del buon lavoro compiuto negli ultimi anni dal sindaco e dagli assessori e di raccogliere la maggioranza dei voti e la fiducia dei cittadini. La credibilità, l'esperienza e la competenza di Tarabella hanno condotto alla conferma di un governo di centrosinistra a Seravezza. Lo ringraziamo per aver accettato questa sfida, che ha saputo vincere con coraggio ed entusiasmo».

Cinque Stelle. Anche i grillini ringraziano «i cittadini che hanno creduto nel M5s riconoscendo in esso lo strumento per cambiare il nostro comune. Purtroppo ci rammarichiamo per l'aumento dell'astensione, che è sempre sintomo di disaffezione verso una buona amministrazione della propria città. Ci siamo candidati per questo: per dare un'alternativa alla vecchia politica che propone persone che da vent'anni occupano cariche pubbliche, che si nasconde dietro liste civiche, che sceglie i candidati in base ai voti che possono portare. Noi siamo altro».

Centrodestra: la critica. Piercarlo dal Torrione, di Generazione Italia, spara sulla dirigenza di Lega e Forza Italia per «avere imposto imposto, nel momento giusto, il candidato sbagliato. Il momento era quello giusto, con la Sinistra spaccata in due tronconi elettorali e il Movimento 5 Stelle a far da guastafeste. Sarebbe bastato riportare al voto la maggioranza silenziosa di Centrodestra che da anni ha scelto di disertare le urne, per ottenere un risultato eclatante. Il candidato era sbagliato - sostiene dal Torrione - perché Cavirani non è l'uomo che avrebbe potuto ottenere quel risultato, per vari motivi, ma soprattutto per ragioni anagrafiche e di costume. Infatti, quell'elettorato assenteista si situa in una fascia d'età lontana dal giovane di FI, e ricerca in un candidato le doti di maturità e stabilità che egli ed il suo gruppo non hanno».

Centrodestra: l’autocritica. Francesco Speroni, il leghista capolista di Idee in Comune, commenta così (a nome personale, sottolinea) il risultato. «Le elezioni sono andate male per noi e il primo a farsi carico delle proprie responsabilità voglio essere proprio io, che da candidato capolista speravo, anzi dovevo, fare molto meglio. La supposta autoimposizione della candidatura Cavirani è stata in realtà un processo coadiuvato dall'oggettiva mancanza di candidati alternativi, dei quali si è parlato tanto per mesi ma che alla fine non si sono mai presentati. Per conto suo, Riccardo usciva da cinque anni di opposizione, ha l'età e la preparazione giusta, ed è stato l'unico a non aver avuto paura di metterci la faccia. Trovo invece più imbarazzante l'uscita al fiele di Piercarlo Dal Torrione che si compiace nell'infierire sullo sconfitto: se davvero ci teneva a fare il candidato sindaco poteva proporsi quando era il momento di farlo. Per ciò che riguarda la mia lista, abbiamo pagato l'inesperienza dei più e l'ingenuità di molti a discapito della furbizia e dell’astuzia di una sola, Elena Luisi, l'unica che entra in consiglio con Cavirani. Elena Luisi non mi rappresenta. Riconosco la sua bravura nell'ottenere tutte quelle preferenze: per me però questo è solo un problema in più per il centrodestra seravezzino».

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