Gioco
Ha cercato l’America in giro per il mondo, l’ha ritrovata a Lido
Da bagnino è partito per il Brasile, la Thailandia e l’Australia, ma è tornato a casa per aprire un ristorante di pesce
LIDO DI CAMAIORE. Quando era ad Adelaide in Australia a raccogliere i fagiolini a quindici dollari al giorno, Andrea Donzella, 28 anni, non pensava proprio che qualche anno dopo sarebbe tornato nella sua Lido per aprire un ristorante di pesce con il suo amico di sempre, Francesco di Vicini. Un giro del mondo che lo ha riportato a casa dove ha trovato la vera fortuna: un lavoro e l’amore.
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«Quando avevo 17 anni ho cominciato a fare il bagnino al bagno Imperiale e da lì ho girato un po’ di bagni tra Lido e Viareggio - racconta Andrea - Ma la Versilia mi stava stretta. Sentendo gli amici, mi sono fatto convincere che all’estero avrei trovato l’America e a vent’anni sono partito per il Brasile, poi sono andato in Thailandia e da lì ho girato il mondo fino ad arrivare in Australia».
Andrea, fisico da surfista e occhi azzurri, ai tempi era single, non pensava che gli sarebbe mai mancata Lido: «Tornavo solo d’estate per lavorare come bagnino, stavo qua a zero spese e tutto quello che guadagnavo mi serviva per ripartire a settembre».
Alla ricerca dell’estate tutto l’anno Andrea, finita la stagione, ripartiva per scendere di nuovo sotto l’equatore e arrangiarsi come poteva tra un lavoro e l’altro. Zaino in spalla e l’avventura come compagna di viaggio.
«Ho fatto il lavapiatti, il cameriere, ho lavorato anche in fattoria, insomma tutto quello che era possibile per vivacchiare - racconta tra un tavolo e l’altro del suo ristorante di piazza Matteotti - l’esperienza più allucinante è stata quando ero ad Adelaide, nella parte meridionale dell’Australia: lì avevo trovato lavoro in una piantagione di fagiolini. Ci pagavano a secchi: 15 dollari australiani l’uno ed era tanto se riuscivo a farne due al giorno. La sera avevo la schiena a pezzi. Lì sì, avevo nostalgia di casa».
In Australia però Andrea sembrava aver trovato il suo equilibrio: «Ero riuscito ad entrare nel giro dei ristoranti. Quando sono partito la prima volta non sapevo neanche cuocermi un uovo sodo. Quando vai all’estero e dici che sei italiano pensano subito che tu sia Vissani o Cracco. Niente di più sbagliato: quindi ho cominciato a fare il lavapiatti, poi piano piano sono diventato aiuto cuoco. Un anno andai a lavorare in un locale di calabresi australiani che mi hanno insegnato praticamente tutto quello che so di cucina ed è stata l’esperienza più formativa e illuminante della mia vita. Lì ho capito che forse la ristorazione poteva essere il mio futuro».
Allora è partito il progetto di aprire un locale a Canberra, la capitale dell’Australia. È nato il “Mega Vice Café”. Le cose andavano bene ma, vuoi il desiderio di trovar un posto dove sentirsi a casa, vuoi il richiamo della sua terra, Andrea sentiva che non era ancora felice.
«Non ce la facevo più a stare lontano dalla spiaggia di Lido, dai miei cari, le mie amicizie. Un giorno ho deciso di mollare tutto e tornare a casa. Bye bye».
Rientrato in Italia Andrea ricontatta il suo grande amico dai tempi delle medie Francesco, che ogni tanto lo aveva anche seguito nelle sue scorribande in giro per il globo e insieme hanno aperto un ristorante in piazza Matteotti a Lido di Camaiore: il Delisca.
«Con i risparmi di anni di pellegrinaggi, io e Francesco abbiamo aperto questo piccolo angolo in cui abbiamo messo un po’ tutto quello che avevamo imparato nei nostri viaggi».
Andrea da dietro la griglia propone un menù giovane che parte dalla tradizione di pesce italiana ma strizza l’occhio alle tradizioni anglosassoni: fish and chips e burger di mare con patatine fritte tagliate al coltello.
«Adesso è quasi un sollievo non dover ripartire alla fine dell’estate. E nel frattempo - dice Andrea - mi sono anche fidanzato con Chiara e adesso sono felice. Si può dire davvero che ho trovato la mia America proprio nel posto da cui ero partito».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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