Il Tirreno

Versilia

Rischiano di slittare i lavori salva-estate

di Cesare Bonifazi
Rischiano di slittare i lavori salva-estate

Del Dotto: «Non garantisco che a metà luglio saremo pronti»

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CAMAIORE. L’accordo per gli impianti del peracetico per disinfettare le acque dei fossi c’è, ma i tempi burocratici potrebbero far saltare il termine che era stato fissato per metà luglio. Lo fa capire il sindaco Alessandro Del Dotto al termine della conferenza dei servizi che si è svolta ieri a Camaiore.

Il condizionale è d’obbligo perché ancora è tutto da decidere e gli attori che ieri erano alla conferenza non se la sentono di dare un termine preciso. Ora ci sono i bandi, gli acquisti, le installazioni e tutti gli adempimenti burocratici che seguono a questo punto d’arrivo. Si deve certamente procedere in maniera urgente a fare gli acquisti in modo da evitare altri divieti e salvare la stagione. Le procedure di per sé non sarebbero brevi: c’è da acquistare gli impianti, gli apparecchi per il monitoraggio e l’acido. Poi bisogna assegnare la gestione. Si parla quindi di due appalti di fornitura e uno di servizi. E sarà l’ufficio Acquisti del Comune di Camaiore a farsi carico di spendere bene i fondi per il progetto: poco meno di un milione e 800mila euro.

I sindaci però stanno cercando di valutare se esistono i presupposti dell'urgenza in modo da accelerare i tempi. Il percorso può partire, lo dice la legge, «per la tutela dell'ambiente e della salute». Questa strada permetterebbe di chiamare direttamente le aziende a cui affidare gli appalti. Scenario ancora incerto, anche se tecnicamente fattibile.

Quello che è certo è che l’installazione degli impianti avverrà su tutti e tre i fossi incriminati: l’Abate, il Fiumetto e il Motrone. La soluzione piace ai balneari che però vogliono che tutta questa brutta storia finisca: «Gli enti tengano fede al protocollo firmato e si creino le tre vasche di depurazione», dice Luca Petrucci dei balneari.

Ma intanto devono accontentarsi della fumata bianca dalla Conferenza dei Servizi di ieri. Partirà quanto prima, lo assicura il sindaco di Camaiore, la sperimentazione dell'acido peracetico «nell'ambito dell’accordo di programma per la tutela delle foci fluviali e delle acque marino-costiere». Ma non si sbilancia sui tempi. «Io non ho paura di dire che i tempi per risolvere la questione sono ancora lunghi - dichiara Del Dotto - non garantisco che a metà luglio saremo pronti ma finalmente stiamo facendo qualcosa per venirne a capo».

Insieme a lui al tavolo della conferenza sedevano quattordici enti (compresi i quattro Comuni costieri). Erano assenti il Consorzio di Bonifica, i vigili del fuoco e la sovritendenza che, a meno di sorprese, dovrebbero mandare i loro pareri positivi entro lunedì.

Il progetto dunque è stato approvato malgrado Arpat avesse mostrato alcune perplessità nei mesi scorsi. L'Agenzia regionale per la protezione ambientale è riuscita a imporre prescrizioni alla sperimentazione: sarà necessario un piano di ispezioni da parte di Gaia per tracciare un “database”, un censimento, del sistema fognario e valutare la presenza di commistioni tra fognatura bianca e nera.

Arpat inoltre ha sottolineato più di una volta che l’acido «non è previsto dalla normativa ambientale e può avere effetti collaterali sull'ambiente e può avere una certa efficacia sui microrganismi indicatori di contaminazione, senza necessariamente eliminare tutti quei patogeni. Rimuovendo quindi il segnale di pericolo, ma non il rischio effettivo» per la salute delle persone.

Comunque si andrà avanti. Si procederà con calma, a piccole dosi che verranno aumentate contestualmente e in maniera dipendente dai risultati delle analisi sulle acque dell’Università di Pisa.

Quella del peracetico è l’ultima spiaggia per la Versilia: dopo il no alla costruzione dell’impianto di ionizzazione - ufficialmente per problemi burocratici fra la ditta tedesca e il Comune di Camaiore, ma forse anche a causa di presunti dubbi sulla sua effettiva efficacia - il tanto discusso composto chimico è diventata la soluzione tampone agli sversamenti, l’unica per evitare i divieti di balneazione, in attesa degli interventi alla fognatura che comunque richiederanno anni. Il braccio di ferro sembra finito. Ora è il momento di agire.

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