Sicurezza
Maccioni si dimette, entra Ceccotti
Il capogruppo di Viareggio Democratica De Stefano: «Non posso più garantire gli elettori»
VIAREGGIO. Chi va e chi viene in maggioranza, per la precisione nella lista Viareggio Democratica che alle elezioni 2015 ha portato in maggioranza tre consigliere, compreso il presidente del consiglio comunale, Paola Gifuni. Ieri mattina si è dimesso dal consiglio comunale Roberto Maccioni, architetto, uno dei firmatari del documento che chiedeva al sindaco un passi indietro nel braccio di ferro con i commercianti della Passeggiata sul caso verande. Proprio su questo ultimo atto vi sarebbe stato un faccia a faccia Maccioni-sindaco.
Tra gli ideatori dell’esperienza Viareggio Democratica, nata da una costola del Pd, è Fabrizio Miracolo, presidente di Sea Ambiente sulla cui riconferma è pieno scontro Viareggio-Camaiore, con il sindaco Giorgio Del Ghingaro deciso anche a cambiare lo statuto della società dei rifiuti pur di confermare Miracolo alla guida. Scontro che potrebbe vedere un altro documento che metterebbe in minoranza Del Ghingaro. È in questo clima che entra in consiglio, al posto di Maccioni, Giampiero Ceccotti, 63 anni, parrucchiere da uomo con negozio in centro, 24 voti conquistati alle ultime amministrative. «Per me è un vero fratello», così lo presenta Miracolo un attimo prima di apprendere che Giuseppe De Stefano nella stessa mattinata aveva formalizzato le proprie dimissioni da capogruppo di Viareggio Democratica. «Per noi non cambia niente e abbiamo fiducia in lui», dichiara a caldo Miracolo, poi supportato da una nota del direttivo della lista civica di identico tenore.
«Io non posso più garantire gli elettori di Viareggio Democratica - così dichiara De Stefano - che riponevano grande fiducia e speranza per una futura, onesta, corretta, franca ed indipendente gestione della “res publica” che gli eventi mettono a repentaglio». Nel testo delle dimissioni, De Stefano aggiunge anche di «temere la “longa manus” di qualche soggetto esterno, al momento non identificabile, che inquini le scelte amministrative fino ad ora limpide e trasparenti».
Viareggio Democratica - dichiara invece Fabrizio Miracolo a pochi giorni dal consiglio che dovrà vedere anche l’atto di modifica di statuto della Sea passare al voto - «è con Del Ghingaro senza se e senza ma. Riconosce in lui la persona adatta a portare Viareggio fuori dal pantano e ne condivide le scelte fatte con preciso riferimento agli assessori scelti». (d.f)
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