La protesta
I balneari: basta promesse, vogliamo fatti
La manifestazione sotto il municipio di Camaiore dove era riunita la conferenza dei servizi
CAMAIORE. La rassegnazione ha preso il posto della rabbia nel cuore dei cinquanta balneari che si sono riuniti sotto il Comune di Camaiore per manifestare e tentare di essere ricevuti alla Conferenza dei Servizi che ha portato all’approvazione del progetto sugli impianti per disinfettare i fossi.
Una protesta silenziosa che è figlia di anni di promesse e pochi risultati. «Ogni volta che piove rischiamo il divieto di balneazione - ha dichiarato Luca Petrucci, presidente dei Balneari di Lido di Camaiore - usare l’acido è una soluzione che possiamo accettare, ma solo in via transitoria. L’obiettivo ultimo è il mare pulito, senza tamponi provvisori».
Una piccola delegazione di albergatori e balneari ha provato a essere ricevuta ma ha atteso invano.
Carlo Alberto Sillicani è il bagnino del Bagno Bragozzo a Lido di Camaiore, anche lui ieri pomeriggio ha lasciato la spiaggia per andare sotto il palazzo comunale: «Io non vengo solo da bagnino - ha detto - ma da amante del mare. Non ho paura di perdere il lavoro ma qui è in gioco l’immagine stessa della Versilia che deve difendere il suo tesoro più grande: il mare appunto». «Basta promesse - si sfoga un collega - qui servono fatti».
In piazza San Bernardino da Siena c’è anche spazio per l’autocritica: Emiliano Favilla, volto noto a Viareggio e Camaiore, è in strada ma crede che ormai sia troppo tardi: «È inutile - ha detto - che ci mobilitiamo ora che sono passati anni da quando è sorto il problema. Ora ci tocca il peracetico quando l’anno scorso ci avevano promesso gli impianti di ionizzazione. “È fatta”, dicevano. Noi invece dovevamo venire qui tutte le settimane, a chiedere dei riscontri su cosa veniva fatto e cosa no. Inutile stare a lamentarci ora». Alla domanda del perché si trova lì se non approva il comportamento delle associazioni Favilla ha risposto che «la solidarietà verso chi rischia così tanto come i balneari viene al primo posto».
Solidali anche Elisabetta Bellotti, presidentessa della Federalberghi di Viareggio: «I divieti coinvolgono zone diverse a seconda del periodo, il problema però riguarda tutta la Versilia».
Intanto i silenziosi manifestanti hanno dovuto attendere molto, più di tre ore. Nessun coro, nessuno striscione. Solo la loro presenza sotto quelle finestre dove veniva presa una decisione importante. Malgrado questo non sono riusciti a parlare con il sindaco Del Dotto. «Dopo la riunione ci ha chiamati - ha detto Petrucci - ha spiegato come stanno le cose: ci sarà ancora da aspettare affinché possano essere compiuti tutti gli iter burocratici necessari per partire. Intanto avremo questi impianti e ci auguriamo che possa essere rispettato il termine che ci era stato detto».
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