Sicurezza
Arriva dal Giappone il verme killer che uccide gli orti
Rende aridi i giardini e i piccoli appezzamenti coltivati Ne è stata segnalata la presenza a Piano di Mommio
PIANO DI MOMMIO. C’è un nuovo killer in città. Viene dal paese del Sol Levante e le sue vittime sono i giardini e gli orti. Lungo appena una quindicina di centimetri, si chiama Diversibipalium multilineatum.
È un verme, una specie di planaria terrestre della sottofamiglia Bipaliinae.
Ma, al di là dei nomi altisonanti, i ricercatori ammettono che è un pericolo per i nostri orti e i giardini. È uno sterminatore di lombrichi e chiocciole e causa pericolose mutazioni all’equilibrio dei terreni che porta all’aridità del terreno.
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.13626735:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2016/06/08/news/ferro-troppo-alto-nell-acqua-della-scuola-bimbi-non-bevete-dal-rubinetto-1.13626735]]Il vermone è stato ritrovato qualche giorno fa a Piano di Mommio, nel giardino di una signora, Georgia Bertuccelli, che, dopo alcune ricerche su internet, l’ha già segnalato all’equipe toscana che si occupa di studiarlo: un gruppo indipendente di ricercatori universitari composto da Emiliano Mori, 30 anni, dell’Università di Siena, Mattia Menchetti, 25 anni dell’Università di Firenze, e Giuseppe Mazza del Centro di Ricerca Agraria di Firenze.
Il gruppo di studio si sta occupando di recuperarlo e lo analizzerà per stabilire il grado di pericolosità dell’invertebrato. Pericolosità che ancora non è chiara.
Quello che si sa al momento è che il verme è un distruttore della biodiversità agricola e che mette a rischio la fertilità del terreno, distruggendo tutti quei fattori che alimentano la concimazione. Inoltre il verme ha una grandissima capacità riproduttiva: oltre a deporre molte uova, riesce anche a riprodursi se viene diviso a metà e si autorigenera. Lo stato di umidità del suolo, la temperatura e la disponibilità di cibo sono considerati i principali fattori che determinano la presenza e la proliferazione della specie
Il verme si riconosce dalla sua colorazione giallastra con le striature nere che lo percorrono.
Il primo caso di avvistamento del distruttore giapponese è stato a Bologna, altre planarie aliene, appartenenti ad altre specie e in attesa di conferma genetica, sono state rilevate in svariate città della Toscana (camaiore e Arezzo, per esempio), del Lazio e della Sicilia e non è improbabile che ve ne siano altre non ancora rilevate. Tutte le popolazioni sono state rilevate in giardini privati di abitazioni e nessuna in aree naturali.
Non è ancora stata stabilita la pericolosità per l’uomo. In alcuni casi questi vermi hanno anche evidenziato la presenza della tossina del pesce palla (la tetradotodossina), pericoloso per gli esseri umani. Il verme potrebbe rilasciare questo veleno al suo passaggio che, se non viene rimosso completamente dagli alimenti, può essere estremamente nocivo.
Il verme è arrivato a noi perché è capace di attraversare lunghissime distanze nascondendosi nel terriccio e nei vasi da giardinaggio.
Una volta trovati, gli esemplari non vanno schiacciati perché, come già detto, sono duri a morire.
L'unica soluzione secondo i ricercatori «è gettarli via, in un bidone o in un terreno molto umido, che non amano e fa loro da barriera».
Un modo per prevenire di incontrare il verme killer è verificare la provenienza del terriccio che si usa per vasi di casa e giardino.
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