Sicurezza
Delitto Iacconi, nessuno sconto di pena
Confermata la condanna a dodici anni per il ragazzo che si era autoaccusato. I familiari di Manuele: siamo soddisfatti
VIAREGGIO. Nessuno sconto di pena per il diciottenne che si era autoaccusato di aver massacrato a colpi di casco Manuele Iacconi. La sezione minorile della Corte d’Appello di Firenze - il giovane all’epoca aveva diciassette anni - ha confermato la condanna a dodici anni di carcere già decisa dal tribunale di primo grado nell’ottobre scorso.
I familiari di Manuele, tramite i loro avvocati Riccardo Carloni e Luca Fontirossi, affermano di essere soddisfatti della sentenza. «Per ogni ulteriore commento - spiegano - aspetteremo le motivazioni dei giudici». Parere opposto, ovviamente, a quello degli avvocati difensori del ragazzo imputato, i legali Giacomo Ciardelli e Valentina Tognocchi. Che hanno annunciato ricorso in Cassazione (leggi a fianco).
Nell’udienza di ieri i legali del ragazzo hanno chiesto uno sconto della pena, oltre che la cosiddetta “messa alla prova”. Si tratta di uno strumento giuridico che, in caso di parere favorevole del tribunale, consente a un minorenne - o alla persona che lo era all’epoca dei fatti - di sospendere il processo ed evitare il carcere. Entrambe le richieste sono state respinte dalla Corte d’Appello. Che ha accolto, invece, la richiesta del procuratore generale Fabio Origlio - ex magistrato della Procura lucchese ora al lavoro a Firenze - a proposito della conferma in toto della condanna.
La nuova sentenza prolunga il periodo di restrizione della libertà del ragazzo. Che da tempo è recluso in una comunità in Emilia - non può uscire se non accompagnato - in cui dovrà rimanere almeno per un altro anno. Solo in caso di condanna definitiva, e cioè della Corte di Cassazione, si apriranno le porte del carcere. Secondo quanto si è potuto apprendere, il caso potrebbe arrivare in Cassazione prima del previsto. Il che significa che per il delitto Iacconi, compiuto il 31 ottobre 2014 - anche se Manuele è morto un mese dopo il pestaggio - potrebbe esserci una sentenza definitiva in meno di tre anni.
Questo processo, tuttavia, non chiude l’intera vicenda. A novembre ci sarà il secondo processo, che vede alla sbarra Matteo Della Ragione. Anche lui sarà giudicato dal tribunale dei minori di Firenze perché non aveva diciotto anni all’epoca dei fatti, ma a differenza dell’altro ne facciamo il nome perché è stato denunciato per un altro episodio. Della Ragione è ritenuto responsabile del pestaggio a colpi di casco di Matteo Lasurdi, l’amico di Manuele che è sopravvissuto all’aggressione. L’altro procedimento penale è l’indagine su Federico Bianchi e Alessio Fialdini, gli altri due del gruppo. Si attende la decisione della Procura nei loro confronti, con la chiusura delle indagini e l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio. O il proscioglimento, nel caso in cui il pm Sara Polino - titolare dell’inchiesta - ritenga di non avere elementi per affrontare il processo.
@matteotuccini
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