Il Tirreno

Versilia

Assile graffiato dalla rete: ecco perché la ruggine

di Donatella Francesconi
Assile graffiato dalla rete: ecco perché la ruggine

Continua la testimonianza dell’ingegnere Igo Poschmann Il colore nero non è una seconda mano di vernice

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VIAREGGIO. Un delitto senza assassino, una conseguenza senza causa. E trentadue morti senza una spiegazione, sette anni dopo quella maledetta notte del 29 giugno 2009. Parola dopo parola Igo Poschmann, testimone a favore degli imputati tedeschi nel processo per il disastro ferroviario di Viareggio, racconta che non c’erano ruggine, corrosione, fratture nell’assile “vivisezionato” alla Lucchini di Lovere durante l’incidente probatorio del 2011 perché da tutti ritenuto la causa del deragliamento.

L’assile nella foto che mostriamo, volato via dalla sottostruttura della carrocisterna carica di Gpl, mentre sui binari - tra la stazione e via Ponchielli - era l’inferno. La tesi Poschmann, che vuole dimostrare che la corrosione si è formata esclusivamente dopo il disastro, è così enunciata: «L’assile è massicciamente graffiato ed a seguito di questi graffi si è causata corrosione. Cosa ha causato graffi? È chiaro che il responsabile è la rete metallica in cui l'assile è rimasto impigliato». Impigliato sì, ma solo con una ruota come mostra chiaramente la foto.

Nella terza udienza, sempre rispondendo alle domande dell’avvocato Francesco Ruggeri Laderchi, l’ingegnere tedesco ha voluto toccare anche uno dei temi chiave dell’incidente probatorio con le sue prove di laboratorio: quello del doppio strato di vernice sull’assile che ha ceduto. Poschmann esclude la presenza «di due mani di vernice diversa, una nera ed una blu». La sua azienda è, racconta, «un laboratorio abilitato» alle prove eseguite sulla vernice in sede di incidente probatorio (2011). Per verificare, continua la testimonianza, «l’influsso della temperatura sul colore dello strato di vernice ho preso un pezzo di acciaio tinteggiato con la vernice di partenza, poi l'abbiamo messo in forno per 5 minuti a 300 gradi circa. Sono le condizioni assimilabili all'incirca a quanto accaduto nell’incidente. La vernice è diventata nera e se si gratta lo strato scolorito, sotto appare la vernice blu».

Dissolvenza. Siamo alla Cima riparazione di Bozzolo (Mantova), l’officina certificata Trenitalia che ha messo le sale montate (assili più ruote) sotto il carrocisterna. Paolo Pizzadini, responsabile del controllo sale e degli esami ad ultrasuoni della stessa Cima, sentito dalla polizia giudiziaria il 12 marzo 2010, alla domanda «di che colore sono di solito gli assili inviati da Gatx dopo l’esecuzione di manutenzioni presso officine della medesima)», risponde: «In genere sono neri o grigio scuri. Di recente, comunque, dopo l’incidente di Viareggio ne sono giunti anche di colore blu». Gatx, continua Pizzadini, ha dato un’indicazione precisa: «Questo ci è stato comunicato con una disposizione Gatx che informava sul tipo di vernice da utilizzare in caso di verniciatura da parte nostra e sul colore, appunto blu cobalto». Agli inquirenti Pizzadini ha fornito copia della comunicazione.

Tutto ciò per Poschmann, invece, non esiste. E forte delle credenziali della propria azienda e degli abiti di esperto qualificato che indossa tira le sue conclusioni: «Il cambiamento di colore è imputabile ad effetti termici, o fuliggine, o altro». Come al quiz dei pacchi.

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