Il dolore
Tempi più lunghi per l’ex Mokambo
Subirà un ritardo l’iter burocratico per il rilascio di una nuova concessione demaniale
FORTE DEI MARMI. Tempi più lunghi del previsto per la rinascita dell’ex Mokambo, il celebre ristorante-pizzeria che è stato uno dei locali must negli anni Sessanta e Settanta del Forte, proprio a due passi dalla Capannina e dal mare. Del futuro di questo locale si era parlato già ad aprile, dopo che gli amministratori avevano detto di voler vedere la sua rapida rinascita, e per quanto fosse già chiaro che per quest’estate non ci sarebbero state novità, la procedura aperta per il rilascio di una nuova concessione demaniale per l’ex pizzeria-ristorante di viale della Repubblica avrebbe dovuto già prendere forma. Invece subirà un ritardo perché proprio nei giorni scorsi, la giunta ha dovuto approvare una clausola legale risolutiva da inserire nel bando e nel disciplinare di gara. Infatti per questa pertinenza, che fu acquisita al Demanio pubblico dello Stato nel 1979, risulta ancora pendente al Consiglio di Stato il ricorso in appello contro la sentenza del Tar del 2015 che aveva dichiarato decaduta la concessione.
Insomma c’era la necessità di tutelare, in attesa della sentenza di secondo grado, chi si vedrà assegnare l’ex Mokambo. Così chi vincerà l’assegnazione del locale dovrà prendere atto che è pendente l’appello e che se la nuova sentenza dovesse annullare il provvedimento di decadenza della concessione, potrà liberamente recedere dalla richiesta di assegnazione senza pretendere nulla dal Comune.
Dettagli legali si dirà, ma non secondari. In attesa di vedere dunque chi parteciperà alla procedura comparativa pubblica per aggiudicarsi il locale giova ricordare che la nuova concessione sarà rilasciata dal Comune per un minimo di 4 e fino a 20 anni, a seconda dell’investimento che il nuovo concessionario si appresterà a fare. Al termine dei quali non ci saranno proroghe ma una nuova gara ad evidenza pubblica. E proprio dalla procedura di assegnazione che sarà a prova di Bolkenstein emergerà anche il futuro del locale: infatti la selezione avverrà proprio scegliendo l’offerta e il progetto considerati più attinenti per funzionalità e operatività alle particolari caratteristiche sia strutturali che di localizzazione dell’immobile stesso.
Già fissato anche il canone per il 2016 che sarà di 77.712 euro e verrà aggiornato di anno in anno come prevede la legge. Il primo canone dovrà essere versato per intero alla sottoscrizione della nuova concessione, mentre le altre rate dovranno essere pagate entro il 15 settembre di ogni anno. A carico dell’assegnatario anche gli allestimenti del nuovo pubblico esercizio, le manutenzioni ordinarie e straordinarie, l’Imu e le forniture dei servizi. E non sarà ammessa alcuna sublocazione. Ciò nonostante, proprio per la sua ubicazione, la possibilità di aggiudicarsi l’ex-Mokambo ha già suscitato numerose richieste di informazioni da parte di vari imprenditori del settore. Il vecchio Mokambo chiuse i battenti ormai nove anni fa e da allora è precipitato in un progressivo degrado. (r.f.)
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