Il dolore
Neri soddisfatto: ho vinto la scommessa
SERAVEZZA. Era a un matrimonio domenica sera Ettore Neri, ma alle 22.30 ha salutato amici e conoscenti e si è allontanato dal ricevimento per seguire lo scrutinio dei voti. E, alla fine, per...
SERAVEZZA. Era a un matrimonio domenica sera Ettore Neri, ma alle 22.30 ha salutato amici e conoscenti e si è allontanato dal ricevimento per seguire lo scrutinio dei voti. E, alla fine, per partecipare alla festa per la vittoria di Riccardo Tarabella, lo ha raggiunto prima dove si era riunito tutto il comitato della lista del neo-sindaco, e poi lo ha accompagnato a muovere i primi passi in municipio. Visibilmente emozionato nel lasciare la sua eredità all’amico e compagno di partito che ha appoggiato nel suo percorso elettorale, Ettore Neri si è lasciato andare alla commozione nel tirare un sospiro di sollievo rimasto in bilico per buona parte della notte di domenica quando il divario con Andrea Giorgi sembrava più risicato.
«È stata una serata che mi ha dato emozioni veramente forti - racconta l’ormai ex primo cittadino - ho provato di nuovo il brivido della competizione, specialmente perché sapevamo che sarebbe stato più difficile vincere, con più candidati, liste nuove come quella dei Cinque Stelle che sono stati l’incognita di queste amministrative a Seravezza e un candidato sindaco “nuovo” per il nostro territorio: tanti fattori che ci hanno tenuto con il fiato sospeso tutti quanti. E per me viverla per la prima volta dalla panchina non è stato per niente divertente né facile. Chi è in campo sfoga l’adrenalina, essere per tutto il tempo uno spettatore è stato un vero travaglio. La vera emozione però - rivela - è stato quando venerdì ho salutato i dipendenti comunali con cui ho lavorato a stretto contatto negli ultimi dieci anni».
Nonostante il pathos del momento, però, Ettore Neri lascia il palazzo comunale soddisfatto di una vittoria che, assicura lo stesso ex sindaco, «avevo addirittura previsto, scommettendo con un amico, e azzeccando anche all’incirca le percentuali».
Infine gli auguri al successore per i cinque anni di lavoro intenso e non facile che lo aspettano. «Innanzitutto - scherza Neri - gli auguro di vivere un periodo con meno frane e calamità naturali rispetto a quello con cui ho dovuto fare i conti io. Però la cosa fondamentale è riuscire a costruire una squadra coesa, che riesca a lavorare in perfetta sinergia con il territorio. Questo, oltre ad un programma forte con punti precisi da cui non deve prescindere, è ciò su cui deve puntare: deve avere sempre la capacità di saper dire di no - chiarisce il sindaco uscente - anche di fronte alle proteste dei cittadini quando è convinto di agire per il bene della comunità. Sono gli unici consigli che mi sento di dare al mio successore. Deve avere la forza di realizzare i progetti che ha in testa, sono certo che proseguirà il cammino di crescita per il nostro territorio versiliese già intrapreso nelle scorse amministrazioni».
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