Il dolore
Così i profughi lavorano per la città
La Croce Verde: facciamo pulire loro la pineta e le piazze
VIAREGGIO. Idraulici, pavimentisti, insegnanti e facchini. Erano questo prima di scappare dalle loro case per salvarsi la pelle. Per cercare «a new life», una nuova vita.
Adesso sono profughi: accolti a Viareggio insieme ad altri quaranta immigrati, a cui lunedì scorso si sono aggiunti sette ragazzi pachistani, sistemati in un appartamento al Terminetto dalla cooperativa Odissea.
Godwin, ventisette anni, in Nigeria faceva il pavimentista. Moses, vent’anni, nigeriano anche lui, era un idraulico. Hafeez, quarant’anni, pachistano, ha fatto a lungo il facchino. Storie cominciate lontano da qui, che adesso si incrociano in un percorso comune: quello della Croce Verde di Viareggio.
Nel progetto realizzato insieme al Comune e alla cooperativa Odissea (Consorzio So&Co di Lucca), l’associazione ha preso nella sua squadra di volontari sette profughi.
Cosa fanno? «Ripuliscono le pinete e le piazze. Aiutano nei servizi di trasporto sociale. Due di loro hanno appena finito il corso sull’ antincendio boschivo e, in caso di necessità, saranno presto impegnati nel pattugliamento delle pinete» spiega la presidente della Croce Verde, Carla Vivoli.
Il lavoro come strumento contro la paura.
«In città - continua Vivoli - è mancata una sensibilizzazione nei confronti dei cittadini sul fronte immigrazione. È chiaro che il clima spesso e volentieri risulta pesante e difficile. Viareggio subisce una crisi notevole. Manca il lavoro e ci sono molte famiglie in difficoltà che non riescono ad arrivare a fine mese. Ecco perché l’ immigrazione può essere vissuta come un problema, e vista con estrema diffidenza. Noi - dice la presidente - proviamo a fare la nostra parte. Lo scorso ottobre c’ero anche io con questi ragazzi a ripulire la pineta di Levante. Li ho visti lavorare ad una velocità incredibile, a cui noi non siamo abituati. Scendevano nei fossi e ripulivano». È stato un giardiniere condannato ai lavori socialmente utili - e per questo arrivato da Lucca a Viareggio a ripulire le aree verdi - a insegnare i trucchi del mestiere ai sette profughi, cinque ghanesi e due nigeriani, diventati volontari dell’associazione di via Garibaldi. Ogni settimana inoltre, il gruppo ripulisce piazza Genovali, accanto alla Torre Matilde. «Con questi ragazzi - spiega Francesco Bonetti, della Croce Verde - curiamo il decoro in quella zona, rendendola fruibile alle persone e strappandola al degrado». Per i profughi l’associazione ha altri progetti in arrivo. «Dopo l’estate - va avanti Bonetti - partiranno la pulizia e la vigilanza nella pineta di Levante. Abbiamo intenzione di mettere dei segnali ogni 300 metri con i nomi delle strade, facendo una sorta di mappatura, con tanto di numeri da chiamare in caso di necessità. E il lavoro non si fermerà qui. Continueremo a pulire le pinete e le aree pubbliche della città».
L’operatore della cooperativa Odissea, Lorenzo Lorenzoni, racconta, inoltre, che «i ragazzi pachistani accolti all’hotel Andrea Doria di Torre del Lago hanno ristrutturato l’edificio in cui vivono. Sono stati pagati con i vaucher dai titolari dell’albergo. Adesso inizieranno una collaborazione con l’Auser, che coinvolgerà anche i profughi accolti a Bicchio».
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