Attenzione
Auto e moto dei vigili: condanna confermata
La Corte d’Appello riduce la pena all’ex comandante Vincenzo Strippoli e cancella la provvisionale di 20.000 euro a favore del Comune
VIAREGGIO. Condanna confermata per Vicenzo Strippoli, dirigente del Comune (uno dei pochi rimasti, oggi al sociale) ed ex comandante della polizia municipale, sia pur con la riduzione per la concessione delle attenuanti generiche da un anno della sentenza di primo grado (Tribunale di Lucca) a 5 mesi e 10 giorni. I giudici fiorentini hanno anche annullato la provvisionale di ventimila euro a favore del Comune disposta dal Gip Riccardo Nerucci. La vicenda è quella dell’acquisto di auto e moto per il Comando dei vigili subito dopo il disastro ferroviario del 29 giugno 2009. Dopo le indagini della guardia di finanza di Viareggio il pm Antonio Mariotti formulò - per l’allora comandante, arrivato da Massa dove aveva ricoperto lo stesso ruolo - l’accusa di falso ideologico in atti per avere indotto il consiglio comunale, riunito il 20 novembre 2009, a riconoscere 236.000 euro di debiti fuori bilancio relativi all’acquisto dei nuovi mezzi. Con la motivazione che i vecchi si erano usurati durante i giorni del servizio post disastro ferroviario.
Impossibile dimenticare quel consiglio comunale. Strippoli fu chiamato a casa, nel cuore della notte, a riferire sul debito fuori bilancio. Incalzato dalle domande, il comandante spiegò di aver ritenuto che la spesa sarebbe stata coperta dallo Stato, con i risarcimenti per il disastro ferroviario, insieme alle altre che il Governo nazionale si era accollato per Viareggio ferita. Una considerazione che non aveva trovato fondamento, tanto che l’allora sindaco Luca Lunardini aveva rapidamente annullato il verbale di somma urgenza che impegnava l’amministrazione all’acquisto di nuove auto e nuove moto (rispettivamente sei e otto). Nonostante la decisione del primo cittadino, il dirigente proseguì nell’operazione.
Quando le fiamme gialle hanno messo mano alle indagini, tra le prime cose saltate all’occhio - come si legge nelle carte dell’inchiesta - il fatto che nel periodo di emergenza successivo al disastro ferroviario i veicoli della Municipale non hanno subito «alcun aumento di utilizzo», come invece messo nero su bianco nella delibera approvata dal consiglio comunale del riconoscimento del debito fuori bilancio. Ed ancora: «Nessuna variazione nell’utilizzo dei veicoli era stata rilevata tra il periodo precedente ed il periodo successivo al disastro ferroviario». Nella delibera approvata dai consiglieri comunali della maggioranza dell’allora sindaco Lunardini, invece, si dava atto che il parco macchine era stato «sottoposto alla verifica di un meccanico specializzato». Ma - si legge nel capo di imputazione - «nessuna verifica invece era stata in realtà effettuata».
Secondo la guardia di finanze, inoltre, «il parco macchine acquistato dalla polizia municipale di Viareggio poteva essere attinto ad una convenzione Consip in essere al momento dell’ordine, con un risparmio calcolato pari a ben il 28% in meno rispetto a quanto invece speso».
Emilio Soppelsa, avvocato di Vincenzo Strippoli, nel commentare la sentenza della Corte d’Appello, annuncia il ricorso in Cassazione (terzo grado di giudizio): «La riduzione delle pena disposta dai giudici fiorentini ci dà il “la” per continuare. L’impianto accusatorio è stato ridimensionato fortemente e sono stati annullati gli effetti civili della senza di primo grado, così che non vi è stato danno per il Comune».
A difendere l’Ente pubblico, l’avvocato Riccardo Carloni: «Il fatto è stato riconosciuto in Appello ed una condanna è una condanna». I giudici fiorentini si sono presi novanta giorni di tempo per rendere pubbliche le motivazioni della sentenza. Sapremo, dunque, solo dopo l’estate, quali sono state le motivazioni che hanno portato a quel «ridimensionamento dell’impianto accusatorio» di cui parla il difensore dell’imputato.
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