Il Tirreno

Versilia

Sea cambia lo statuto per avere Miracolo

Accettata la proposta di sindaco e assessore Servetti. Del Dotto: ed io recedo in base al codice civile

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VIAREGGIO. Tutto rinviato al 15 giugno per la nomina del presidente di Sea Ambiente. Per quella data è convocata l’assemblea straordinaria dei soci (i Comuni di Viareggio e Camaiore per la parte pubblica e Publiambiente per quella privata), come deciso ieri con il voto contrario del Comune di Camaiore, rappresentato dall’assessore Simone Leo. La posizione di Camaiore è stata oggetto di un pranzo tra i due sindaci, Del Dotto (Pd) e Del Ghingaro (lista civica) e di una telefonata, ancora ieri mattina. Da una parte il no di Del Dotto alla presidenza di Fabrizio Miracolo, dall’altra la riconferma della fiducia di Del Ghingaro nell’ideatore della lista “Viareggio Democratica” che esprime il presidente del consiglio comunale e due consiglieri di maggioranza.

Nel corso dell’assemblea, il coniglio dal cilindro l’ha tirato fuori l’assessore Laura Servetti, ed ecco che all’ordine del giorno dell’assemblea Sea del 15 vi sarà la modifica dello statuto della società dei rifiuti. Per il punto in cui si stabilisce che i soci pubblici debbano presentare una lista unica per le elezioni di presidente e consiglio di amministrazione. Passaggio non avvenuto e contestato, appunto, dal sindaco di Camaiore.

«La volontà del sindaco Del Ghingaro - commenta Miracolo al termine della riunione - è chiara e non è condizionata da nessun fattore: emerge chiaramente la stima e la fiducia nel sottoscritto». Alla domanda cosa accadrà con la modifica dello statuto, il presidente prorogato risponde: «Publiambiente voterà i suoi due nomi, Viareggio i suoi due, e Camaiore il suo nome, uno solo». Così che «finalmente dirigerà il proprietario, cioè il Comune di Viareggio».

La posizione del sindaco Del Dotto, però, non è meno chiara e meno condizionata: «Rispondo con un numero - così il primo cittadino di Camaiore - ovvero articolo 2437 comma g) del codice civile. La dove si prescrive che “hanno diritto di recedere, per tutte o parte delle loro azioni, i soci che non hanno concorso alle deliberazioni riguardanti e modificazioni dello statuto concernenti i diritti di voto o di partecipazione”». Per recedere a norma dell’articolo in questione basta una semplice comunicazione. Resta da capire come i soci privati (la vicenda ha inevitabili ripercussioni anche su Sea Risorse, società che effettua la raccolta differenziata in virtù del contratto con Sea Ambiente) affronteranno l’addio di Camaiore. (d.f.)

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