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Versilia

Mare inquinato, finita la pazienza I balneari pronti a gesti clamorosi

di Matteo Tuccini
Mare inquinato, finita la pazienza I balneari pronti a gesti clamorosi

Oggi riunione nella sede dell’associazione di Lido, invitati anche i colleghi del resto della Versilia L’impressione è che si vada verso una protesta più robusta delle solite dichiarazioni post-divieti

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LIDO. Non c’è più posto per la pazienza nel cuore di chi ama il mare. Certo, i balneari sono gli innamorati più interessati in questa vicenda dei liquami che sporcano le acque versiliesi. E che causano i divieti di balneazione su alcuni punti della costa. I balneari sono interessati nel senso che loro con il mare ci lavorano, e i divieti sono un danno economico, oltre che ambientale. Ma è difficile criticare i concessionari, e a Lido sono tanti, che negli ultimi anni si stanno dando da fare per rendere sempre più appetibile la Versilia e le sue spiagge.

Ecco perché i balneari, in questo momento, stanno pensando a proteste clamorose dopo la raffica di divieti delle ultime settimane. Ne parlano oggi a partire dalle 18, nella sede dell’associazione a Lido. Una riunione a cui sono stati invitati anche i colleghi del resto della Versilia. A Lido sono i più arrabbiati, perché la Fossa dell’Abate è un rischio sempre presente per i primi bagni sul lato nord. Ma Viareggio, Marina di Pietrasanta e Forte dei Marmi non possono e non devono sentirsi estranee all’emergenza: lo ha sottolineato di recente anche Bruno Murzi, cardiochirurgo e candidato a sindaco a Forte. Che ha parlato di «ampi tratti di Roma Imperiale (la zona residenziale supervip fortemarmina, ndr) che sono senza un allaccio fognario, e degli scarichi, probabilmente, continuano ad esistere tra case e fosso. Con le conseguenze evidenti e soprattutto note a tutti». Lo stesso guaio, quello delle fognature non ci sono e quindi mancano anche gli allacci, che tormenta Viareggio e Camaiore. E che causa la sporcizia della Fossa dell’Abate, al confine tra i due Comuni.

I lavori non ancora eseguiti dalla società idrica Gaia per realizzare le fognature sono uno dei punti del contendere. E nella riunione di oggi se ne parlerà. Ma anche i Comuni, con in testa Camaiore che è capofila della questione-balneazione, sono nel mirino. I balneari fanno fatica a prendersela con il sindaco Alessandro Del Dotto: gli riconoscono l’impegno sul tema, oltre che la vicinanza alla categoria. La mancanza di risultati, però, ha finito per mettere anche lui in difficoltà, come i colleghi versiliesi e come quelli che li hanno preceduti. Del Dotto ha criticato Gaia e i colleghi amministratori che avrebbero fatto da freno; ma per quanto riguarda la soluzione più immediata per tamponare l’emergenza - prima gli impianti di ionizzazione e poi quelli per l’acido peracetico - era l’amministrazione comunale di Camaiore a doverla gestire in toto. E gli impianti ancora non ci sono. Proprio in questi giorni dovrebbe arrivare l’ok definitivo sul primo impianto di peracetico - una specie di disinfettante - destinato alla Fossa dell’Abate.

Il malumore dei balneari è legato anche al fatto che, a fronte di tante richieste che vengono fatte loro - investimenti, spiagge pulite, eventi e iniziative promozionali - le amministrazioni pubbliche non riescono a fare la loro parte. Soprattutto in materia di tutela delle acque. «Ora è arrivato il momento di farsi sentire», dicono. Da capire come e quando lo faranno.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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