Gioco
Il Mercato di Viareggio piange la sua regina delle borse
Si è spenta ad 88 anni Edelweiss Baldassari, storica commerciante di via Battisti. Era la vedova di Gherardo Gioè
VIAREGGIO. E' un pezzo di storia di Viareggio che se ne va. E non solo perché ha fondato e gestito per decenni una delle attività commerciali più note del Mercato. Ma perché con il suo carattere schietto e sempre allegro era l'essenza di una viaregginità sanguigna che con il trascorrere degli anni è diventata merce sempre più rara. Edelweiss Baldassari se ne è andata domenica dopo una vita passata fra borse e valigie - prima di ritirarsi alla fine degli anni Novanta a fare la bisnonna - nel negozio all'angolo fra via Battisti e via Cairoli che porta il suo nome.
Già, il suo nome. In realtà l'Edelweiss utilizzato per il negozio - e diventato per i viareggini una sorta di marchio di fabbrica - è un piccolo falso storico. Quando nacque nel novembre del 1927 nella sua Viareggio, il padre - che navigava a bordo di un mercantile nei mari di mezzo mondo e soprattutti in quelli del Baltico fra Danimarca, Svezia e Norvegia - la chiamò Edelvais, alla viareggina, storpiandole (o italianizzandone come usava in quegli anni all'insegna dell'autarchia) il nome nordico. Ma quando nel dopoguerra decise di aprire il negozio in via Battisti (all'inizio doveva essere un negozio di fiori, poi si decise per il commercio di borse) utilizzò la denominazione corretta. E così è stata in qualche modo ribattezzata per sempre, anche se questo le ha sempre comportato qualche problemino quando aveva a che fare con la burocrazia.
Un nome e una vita legata al negozio di borse. Ma, più in generale, al Mercato. Edelweiss Baldassari era infatti conosciuta per essere la moglie di Gherardo Gioè, altro storico personaggio del Mercato. Del marito era infatti il conosciutissimo negozio di timbri e coppe che si trova all'incrocio fra via Sant'Andrea e via Machiavelli, vicino a dove Edelweiss viveva (anche se negli ultimi anni della sua vita si era trasferita in via dei Larici al quartiere Terminetto insieme alla figlia Ornella e al genero Guido Bertuccelli). Poi, dopo la morte di Gherardo, l'attività era stata rilevata dalla figlia e poi successivamente era passata di mano mantenendo però la storica insegna "Gioè" che resiste tutt'oggi.
Edelweiss Baldassari era però anche una donna appassionata di sport. E, in particolare, di calcio. Su questa passione che, specie fino a qualche anno fa era considerata ben poco femminile, aveva indubbiamente influito il marito Gherardo (a cui è stato intitolato anche un celebre premio sportivo). Ma anche quando era diventata vedova - e fino a non molti anni fa - era facile trovarla seduta sulle gradinate dello Stadio dei Pini (ma spesso anche in trasferta) al seguito del Viareggio, che seguiva con grande passione sportiva insieme al nipote Tommaso Bertuccelli, per anni volto televisivo delle zebre su varie emittenti della zona.
Edelweiss Baldassari lascia il fratello Mamerto, la figlia Ornella, il genero Guido Bertuccelli, i nipoti Beatrice e Tommaso e un piccolo esercito di bisnipoti (cinque in tutto) ai quali ha dedicato l'ultima parte della sua vita. I funerali, curati dalla Misericordia di Viareggio di cui era consorella, si terranno martedì pomeriggio 7 giugno alle 15,30 nella chiesa di Sant'Antonio a Viareggio. Successivamente le sua spoglie saranno tumulate a fianco a quelle del marito Gherardo nel cimitero della Misericordia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
