Il Tirreno

Versilia

Verande, da oggi i verbali Commercianti divisi

di Donatella Francesconi
Verande, da oggi i verbali Commercianti divisi

Chi ha smontato entro il 31 maggio è amareggiato: «Potevamo salvare il ponte» Oggi sarà presentato al Comune il modello unico di spazio chiuso davanti ai locali

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VIAREGGIO. Valter Alberici, assessore anche alle attività produttive, non abbandona la strada imboccata: «I controlli sulle verande sono stati effettuati ieri (oggi per chi legge, ndr) e continueranno oggi». Ma dal fronte dei commercianti arriva il realismo, tutto femminile di Antonella Pesetti, che gestisce lo storico ristorante Olivieri: «Le sanzioni scattano da questa settimana? Quindi chi ha smontato le vecchie verande entro il 31 maggio come previsto dalla delibera approvata a fine 2015, si è fatto del male da solo...Avremmo potuto sconfiggere il maltempo di questo ponte continuando ad accogliere i clienti al coperto. Lavorando così come ha fatto chi non ha ancora detto addio alle vecchie strutture in plastica». Ne è nato un affollato dibattito sui social network. Un’altra voce al femminile è quella di Alessandra Conforti: «Il tempo ci dirà se le regole e le disposizioni date dalla pubblica amministrazione sono uguali per tutti o se siamo alle solite pagliacciate. Certo per chi è stato alle regole il ponte del 2 giugno ha tolto quel poco di lavoro che c'è stato».

Dal Comitato Passeggiata del presidente Roberto Vannozzi arriva una precisazione dal carattere legale: «L'ordinanza di rimozione/rimessa in pristino, stando alla normativa vigente che l'amministrazione dovrà aver cura di applicare (a pena, diversamente, di incorrere in condotte illegittime e abusive), potrà essere emanata all'esito del relativo procedimento amministrativo, caratterizzato da una precisa scansione temporale e provvedimentale dettata dalla legge 241/1990». Il percorso da intraprendere è così descritto: «Dovrebbe dunque svolgersi un sopralluogo della pubblica amministrazione di accertamento e contestazione della violazione della normativa vigente. Il relativo verbale dovrà essere inviato ai competenti uffici del Comune e a quelli che svolgono le funzioni in materia di occupazione di suolo pubblico già di competenza della fallita Viareggio Patrimonio, oltre che agli interessati cui dovrà essere concesso un congruo termine per presentare scritti difensivi. L'amministrazione, qualora ritenga di non poter accogliere, in tutto o in parte, le memorie degli esercenti, emanerà l'ordinanza di demolizione/rimessa in pristino, concedendo un termine fino a 30 giorni per provvedere ai sensi dell'articolo 23 del Regolamento Cosap (in altri analoghi casi sono stati concessi 30 giorni). Se del caso, potrà applicare la sanzione prevista dall'articolo 9 della delibera 44/2015, da 50 a 500 euro».

È in questo quadro che si colloca la scelta di chi non ha rimosso le vecchie verande, soprattutto considerando il maltempo di questi giorni, ma anche la totale mancanza di posto per la clientela all’interno. La Passeggiata ha questo volto. A meno che non vi sia un progetto che mira a spazzarne via una parte, è la richiesta dei commercianti, non si può ignorare la realtà.

Ecco perché nella giornata di oggi sarà presentato al Comune un modello unico di veranda chiusa - gli ombrelloni non sono un dehors - che costituisca una sorta di modello-Viareggio degli arredi esterni a ristoranti, bar, pizzerie, pub della Passeggiata. I commercianti si sono rivolti allo studio dell’architetto viareggino Enzo Iorio ed è stato approntato il rendering che sarà ufficializzato una volta presentato ufficialmente all’amministrazione Del Ghingaro. Alla quale da qualche giorno Confcommercio e Confesercenti hanno chiesto un incontro «urgente» per affrontare lo scenario che si presenterà alla fine dell’estate. Nell’intento di tutelare le attività ed i posti di lavoro, già in picchiata in questi giorni.

Valter Alberici, però, non sembra convintissimo della soluzione proposta, che pure è prevista dalla delibera approvata a dicembre, grazie all’emendamento del Pd che è stato accolto e votato dal consiglio comunale: «Il regolamento è quello. Si adeguino».

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