Il Tirreno

Versilia

Festeggia quarant’anni la galleria dei maestri dell’arte

di ADOLFO LIPPI

Susanna Orlando celebra a Pietrasanta il lavoro avviato dal padre al Forte: «Mi fido del mio fiuto». In mostra Pizzi Cannella, Ciulla, Bruni e Lazzeri

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di ADOLFO LIPPI

Si festeggiano quarant’anni della galleria d’arte Susanna Orlando a Pietrasanta. Sbicchierate di vino rosso, cesti di ciliegie, alle pareti opere di un glorioso artista romano, Piero Pizzi Cannella, che dedica un’intera mostra all’esaltazione, al sogno, alla rilettura del biblico “Cantico dei Cantici”, che già a Livorno, in Sinagoga, fece spellar le mani alla comunità israelita che lì, tra i labronici, ha un’epica leggendaria storia di antichissima convivenza.

Susanna Orlando è in Versilia fin da bimbetta. Il babbo aveva una minuscola ricercata importantissima galleria a Forte dei Marmi già negli anni '70. Lei respirava gli umori, gli effluvi, gli afrori di oli che il babbo si era portato dietro da Firenze, dove aveva frequentato Ottone Rosai e Mario Sironi, Guttuso e Aldo Mondino, i maestri e gli agitatori dell’arte quali Bruno Ceccobelli, Sandro Chia, Pino Deodato. La ragazzetta prometteva, avrebbe potuto fare la critica o la storica paludandosi di letture e ricerche. Invece si entusiasmò subito al contatto doppio: da una parte gli artisti coi loro subbugli, palpiti, adescamenti, dall’altra la clientela, quella colta e quella di mercato.

In galleria, mi dice, si vivono sensazioni vibranti. Scoccano le energie. Ogni quadro è una finestra nella cultura ma anche nel sentimento, è un oggetto ma anche, come le vecchie icone, un trampolino per l'altrove. Quando l’artista è sincero, e i maestri lo sono quasi sempre (non sempre però), si ha un transfert, è un incontro che sa di alchimia. Per questo la Orlando accoglie (e accolse) a Pietrasanta artisti significanti, gente che non svende prodotti facili, ma, come Mondino o Girolamo Ciulla (espone da ieri all’Hotel Byron di Forte dei Marmi) ti portano all’occhio e subito al cuore immagini pese di citazioni, riferimenti, struggimenti, ancestrali richiami.

Per i quarant’anni della “Orlando Galleria” non poteva mancare un “tenore” splendido e affermato come Piero Pizzi Cannella che sta sulla scena internazionale da gli anni '70 e vi sta da protagonista.

Iniziò a Roma presso il dismesso pastificio “Cerere” che è nei pressi di quel “Pomodoro” dove Pasolini trascorse assieme a Pelosi l'ultima cena. È una zona, in quartiere San Lorenzo, che rammenta Elsa Morante e il pittore Sandro Penna.

Vi è una cioccolateria che in una specie di antro ricorda catacombe per iniziati e vi si assaggiano leccornie da rabbrividire di piacere.

Pizzi Cannella scorrazzò nelle viuzze attorno a stazione Termini. E con Ceccobelli, Dessì, Gallo, Nunzio e Marco Tirelli fecero una scuola che era come un richiamo alla tradizione romana di Scipione e Mafai.

Diversamente da loro, però, Pizzi Cannella non porta sulle tele i languori rossastri e gli scirocchi che Scipione spappolava alle spalle di robusti grassi cardinali (ripresi da Bacon).

Pizzi Cannella acquisiva del clima romano il marronocra del tabacco e del paesaggio castellino. E disegnava rarefacendo la figura, dove le figure divengono grafica.

Le opere che sono esposte a Pietrasanta si rifanno alla Bibbia. Gliele commissionò un notissimo gallerista livorno-milanese, Guastalla. Sono decantazioni e rimandi al “Cantico dei cantici”, scusate se è poco, il libro che coniuga mistica e sensualità, carne e preghiera, dove si descrivono passionalmente le forme della bellissima leggiadra amante e al tempo medesimo si inneggia ala divinità e ai paradisi celesti, frutta e spirito, baci e inni sacri. Pizzi Cannella usa nelle opere l’alfabeto ebraico, vestiti femminili, gioielli, ventagli. Il tutto dipinto su carta resa simile a pergamena, rugosa e vissuta, con colori che richiamano i fondi del caffè; e preziosi arabeschi orientali.

La galleria fino al 4 luglio si trasforma così grazie a questo intenso lavoro dell’artista romano in un soglio al tempo stesso sacro ed evocativo, ara tribale e arca di fiabesche alleanze.

Non è difficile perdervi la sensibilità tutta pop della movida pietrasantina. E se vi incontri Domenico Lombardi, un poeta che fece il sindaco fino a qualche tempo fa, è facile ammantare di schietta cultura questo luogo dove la siciliana Susanna Orlando fa anche l'editore di fragili e saporiti libriccini dove si riportano in minuscolo le attività dei pittori che esposero (da Mondino a Chiari).

L’effervescente Ester Di Leo, che fa da ufficio stampa, spiega che dopo Pizzi Cannella è la volta di “Milestone” di Ciulla, seguiranno l’esposizione di Lorenzo Bruni (“Quarantanniealtro” dal 9 luglio) e la personale di Lorenzo Lazzeri dal 27 agosto.

«Io - conclude la Orlando - mi fido del mio fiuto radicato nell’esperienza. Mi interessano gli artisti giovani ma solo quelli che in me vibrano».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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