Finanza
Quel sottopassaggio è una trappola
Nessun sistema di sicurezza per rimediare a un guasto dell’idrovora, giovedì mattina per questo si è rischiato il peggio
VIAREGGIO. Una vera e propria trappola che avrebbe potuto rivelarsi mortale. Il sottopasso delle Cateratte non è sicuro. E non soltanto perché giovedì scorso, in piena emergenza maltempo, le pompe che avrebbero dovuto far defluire l’acqua non hanno funzionato. Il vero problema è che non ha funzionato neppure il sistema di sicurezza: cioè il semaforo rosso che dovrebbe scattare in caso di malfunzionamento delle idrovore.
E così, all’alba di giovedì, tre auto sono rimaste incastrate nel sottopasso, al confine tra Viareggio e Camaiore. Alle 6 del mattino l’acqua ha raggiunto il mezzo metro. Un paio di ore più tardi era a due metri. E non è la prima volta che il sottopasso si trasforma in una trappola. Già nel 2007, a un anno dall’inaugurazione, era andato in scena lo stesso copione. Proprio sulle pompe vanno a finire tutti i detriti e il fango che, con la pioggia, arrivano da un terreno vicino.
Abbiamo provato a ricostruire cosa può essere accaduto. Enel mette in chiaro che l’alimentazione elettrica non è mai stata interrotta durante la notte dell’emergenza. Il Comune si limita a rispondere con un lapidario: «C’è stato un problema tecnico». Problema tecnico a causa del quale, però, poteva scapparci il morto.
Anche il nodo competenze, in tutta questa storia, è un rebus. Il Comune indica la Viareggio Patrimonio come affidatario della manutenzione. Ma - spiega Donato Bellomo, curatore della società pubblica fallita - nel contratto di servizio con il Comune non c’è la manutenzione degli impianti idrovori del sottopasso in questione. La determina 332 del 26 marzo 2013, poi, indica che il servizio di manutenzione dei sottopassi cittadini, impianti idrovori compresi, era affidato a “Vem srl” di Viareggio.
Quale sia la dotazione di sicurezza del sottopasso lo spiega Stefano Varia, titolare della "Varia Costruzioni" che ha costruito il sottopasso in appalto per la Provincia di Lucca: «L’opera è dotata di un gruppo elettrogeno, di una schedina telefonica che avvisa il manutentore di qualsiasi anomalia si verifichi, e di un semaforo che in caso di necessità dà rosso e ferma il traffico». È chiaro che «il gruppo elettrogeno ha necessità di manutenzione e di gasolio, la schedina telefonica se non è ricaricata non funziona, ma soprattutto vi deve essere un manutentore». Ieri Varia, prima di rispondere ai quesiti del "Tirreno", ha fatto una verifica con i propri tecnici: «Così è emerso che la cabina elettrica, pompe comprese, è ancora alimentata dal nostro allaccio di cantiere».
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