Il Tirreno

Versilia

In pineta di Ponente fossi ripuliti e stasati

di Donatella Francesconi
In pineta di Ponente fossi ripuliti e stasati

L’intervento della Fondazione Cassa di risparmio di Lucca su cinque chilometri del reticolo idrico del parco cittadino, con quindici anse dove piantare alberi

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Ai tanti frequentatori delle pineta di Ponente la novità non è sfuggita: «Cosa accade ai fossi? Sono tutti sottosopra». Le foto confermano e la risposta, da qualche tempo a questa parte, è sempre la stessa: sono in corso i lavori finanziati dalla Fondazione Cassa di risparmio di Lucca. Come previsto dall'accordo di programma stipulato tra la Fondazione ed il Comune di Viareggio nel 2014, sono iniziati i lavori di manutenzione ordinaria di circa cinque chilometri di fossi e fossetti che costituiscono il reticolo idraulico superficiale della pineta di Ponente. Un’operazione - sottolinea la Fondazione - «indispensabile, in particolare, per la stabilità degli alberi».

Era davvero molto tempo che non si metteva mano al reticolo idrico del parco cittadino, i cui fossi sono in parte gestiti dal Consorzio di bonifica.

Le imprese scelte dalla Fondazione, ente che gestisce l’intervento in proprio e con un sistema di tipo privato nell’affidamento delle opere, si sono messe al lavoro dopo che con il Consorzio c’era stato accordo per evitare sovrapposizioni e duplicati. Al momento - fa sapere la Fondazione -«si sta procedendo alla ordinaria manutenzione dei fossi, seguendo le medesime modalità d'intervento. Essendo i lavori di manutenzione ordinaria, non è prevista la variazione della sezione idraulica dei fossi».

Ecco il dettaglio dei lavori.

Escavazione del fondo fino al raggiungimento del piano naturale di scorrimento; deposito e livellamento del materiale di natura biologia (terra, fogliame, ramaglia ecc..) escavato alla distanza di circa 1metro dalla testa dell'argine; livellamento del materiale di matrice organica e biologica e contestuale rimozione del materiale di natura non biologica (bottiglie, lattine, plastica, pietrame di medio-grossa dimensione). Tutto materiale considerato rifiuto, stivato in appositi sacchi e portato a smaltimento.

I tratti intubati sono stati sottoposti a stasamento « mediante utilizzo di acqua a pressione e escavazione manuale». E l’opera prevede anche l’eventuale fresatura del materiale di natura organica e biologica escavato e lo spandimento di circa 300 chili di seme da prato stabile nelle zone lavorate.

Tra le novità c’è la realizzazione/consolidamento di piccole anse nelle zone in cui l'argine del fosso è ceduto e la successiva preparazione del terreno per renderlo pronto al trapianto di specie erbacee. Al momento - così la Fondazione - «non è quantificabile il numero di anse da realizzare. Indicativamente non dovrebbero essere più di 15, con una superficie di circa 6 metri quadrati, inclinata degradante verso il piano naturale di scorrimento».

Tra gli accorgimenti presi per la buona riuscita dell’intervento il conferimento, in via precauzionale, del materiale escavato dai fossi nei 10 metri a Nord e Sud - a confine con Marco Polo e a Sud di via Zara - in discarica autorizzata previa preparazione al trasporto. Inoltre, nel caso di ritrovamento di piante erbacee acquatiche, la direzione dei lavori si occuperà delle indicazioni per il loro trattamento. Tra gli ambientalista c’è chi ha sollevato il problema della fauna che popola fossi, fuori e dentro, dalle rane in tutte le fasi di sviluppo alle salamandre e così via.

«Non posso che ringraziare la Fondazione che ha voluto destinare somme importanti a questo spazio prezioso per Viareggio», ha dichiarato il sindaco Del Ghingaro nei giorni scorsi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa