Il Tirreno

Versilia

in tribunale

Romanini chiede la scarcerazione

Romanini chiede la scarcerazione

I legali: nessuna violazione dei domiciliari, è uno scambio di persona

2 MINUTI DI LETTURA





CAMAIORE. Roberto Romanini, l’imprenditore di 65 anni finito di nuovo in carcere con l’accusa di aver violato gli arresti domiciliari, ha chiesto di essere scarcerato. I suoi avvocati hanno presentato ricorso al tribunale del Riesame di Firenze contro il provvedimento della Corte d’Assise d’Appello: «Non c’è stata alcuna violazione dei domiciliari, solo un clamoroso scambio di persona», spiegano i legali.

Romanini era ai domiciliari a casa dei figli a Camaiore per il sequestro dell’ex socio. Vicenda per cui è stato condannato in primo grado e in appello a sedici anni di detenzione. Secondo i carabinieri, che hanno raccolto alcune testimonianze, non avrebbe rispettato gli arresti: lo avrebbero visto il 12 maggio al Prado. Per questo motivo giovedì scorso i militari hanno fatto scattare le manette ai polsi dell’uomo, che ha accusato un malore prima di tornare in carcere a Lucca. Per i legali dell’imprenditore si tratta di uno scambio di persona. «L’uomo visto dai testimoni - spiega l’avvocato Marco Taddei - in realtà è il suocero del figlio di Romanini, che era andato a prendere una torta in piazza».

Su Roberto Romanini pende anche una condanna all’ergastolo per il delitto del cugino Stefano Romanini, ucciso sotto casa con nove colpi di pistola nel febbraio del 2011. Roberto, ex socio di Stefano nell’azienda Rb escavazioni, era finito sotto accusa come mandante dell’omicidio. Secondo la Procura avrebbe fatto assassinare il cugino per intascare una polizza sulla vita da 600.000 euro che Stefano aveva siglato a suo nome, con beneficiaria propria la società Rb. La morte di Stefano - è l’ipotesi degli inquirenti - gli avrebbe consentito di rientrare dal debito di 200.000 che lo stesso cugino gli aveva lasciato dopo essersene andato dalla società. Gli avvocati difensori hanno già fatto appello. L’altra vicenda giudiziaria è quella per il sequestro con minacce e sevizie dell'imprenditore italo-finlandese Loreno Dalla Valle, ex socio d’affari di Roberto. A giorni si attendono le motivazioni della Corte d’Assise d’Appello - che è quella che ha deciso la nuova custodia cautelare in carcere - per la sentenza. (m.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web