Sicurezza
Il Comune dice no all’ospizio immaginato da Rodolfo Barberi
La casa per anziani non sarà realizzata in via Carrara Il presidente della Fondazione Mattugini: Buratti sbaglia
FORTE DEI MARMI. L’amministrazione comunale del Forte non intende dar corso alla realizzazione di una casa semiresidenziale per anziani, grazie a quello che fu il lascito di Rodolfo Barberi, storica figura fortemarmina, che a metà degli anni Sessanta donò alla municipalità una sua casa colonica e ben 7.200 metri quadrati di terreno che si affacciano lungo la via Francesco Carrara, perché la città potesse realizzarvi un ospizio per gli anziani a memoria del figlio Lirio, il giovane medico fortemarmino che perì sul fronte russo. Così, nei giorni scorsi, la Fondazione omonima creata da un gruppo di cittadini nel 2012 per cercare di smuovere l’inerzia delle amministrazioni comunali che si sono succedute nel tempo senza utilizzare il lascito, ha scritto, tramite il presidente Enrico Mattugini, una lettera aperta al sindaco Buratti e ai consiglieri comunali, ripercorrendo gli ultimi anni di contatti e aspettative.
«La nostra Fondazione fu creata con l’obiettivo di collaborare con l’amministrazione comunale per realizzare l’opera e così, in questi anni, ha visitato case già operanti, raccolto dati e informazioni a vari livelli, dopo di ché ha iniziato la progettazione dell'opera, confrontandosi spesso in assemblee pubbliche con la cittadinanza, e tenendo sempre informato il Comune. Tant’è che il 27 settembre 2014 – prosegue la lettera aperta a Buratti - dopo le nostre continue richieste la giunta dava parere favorevole all'iniziativa dichiarandosi disposta a prestare la massima assistenza e collaborazione. Tuttaviala Fondazione, già a novembre di quell’anno, senza mai essere stata convocata per un colloquio riceveva l’invito a contattare l’ingegnere comunale per gli aspetti urbanistici ed edilizi e il ragioniere generale per la valutazione dei costi di gestione e la capienza della struttura stessa; funzionari che però, apprendemmo direttamente, non avevano mai ricevuto istruzioni in merito. Infine di lì a poco - continua il presidente Mattugini – il 1° dicembre con grande stupore apprendemmo che la stessa Giunta aveva deliberato la realizzazione di un altro centro anziani nell'immobile di proprietà delle Suore Canossiane a Vittoria Apuana, del quale stavano già interessandosi gli uffici comunali. La vicenda a questo punto aveva per la nostra Fondazione il senso di una presa in giro, ma abbiamo continuato a lavorare per non vanificare gli sforzi già fatti e avevamo anche gli sponsor disposti a finanziare l’intera opera. Così a gennaio 2015 il Comune ci chiedeva per predisporre gli atti formali di approvazione il progetto preliminare, il piano economico di gestione della struttura e il piano finanziario per la realizzazione. Richiesta alla quale replicavamo che la gestione non era nei nostri obiettivi ma se ne poteva parlare. Fintanto che il 24 febbraio di quest’anno il sindaco finalmente ricevendo la nostra delegazione ci disse che la sua amministrazione “vuole utilizzare i fabbricati già esistenti e vuole mantenere inedificate le aree del territorio ancora libere da edifici compreso quella del lascito di Rodolfo Barberi; che farà la casa per anziani nel fabbricato delle Suore Canossiane a Vittoria Apuana per la quale ha già il progetto fatto e approvato dall’Asl”. Il principio espresso dal Sindaco Buratti per le aree libere in generale – conclude Mattugini - può essere giusto, ma è sbagliato per la casa semiresidenziale visto che a nostro avviso la proprietà Barberi è molto più adatta rispetto all’altra, assolve inoltre alla condizione testamentaria di Rodolfo Barberi e soprattutto non grava economicamente il Comune».
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