Il Tirreno

Versilia

Sei società corrono per riaprire l’impianto

di Donatella Francesconi
Sei società corrono per riaprire l’impianto

Ieri a mezzogiorno è scaduta la manifestazione di interesse

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VIAREGGIO. Sei tra società e associazioni si sono fatte avanti, secondo le prime indiscrezioni, aderendo alla manifestazione di interesse bandita dal Comune per la riapertura della piscina comunale, che ha chiuso i battenti dopo che il Tribunale fallimentare, il 31 marzo scorso, ha negato alla Viareggio Patrimonio la proroga per l’esercizio provvisorio della gestione degli impianti sportivi. Una decina, circa, le visite all’impianto nel periodo di pubblicazione della manifestazione di interesse sulla piattaforma Start della Regione. Alcune società sono arrivate da fuori Toscana (Pavia, Roma), altre sono di casa nostra. Tra chi si è presentato anche il raggruppamento composto da Uisp, Artiglio e Tirrenica Nuoto. «Non ci siamo fatti avanti come Consorzio (Casa, i vecchi gestori, ndr) - spiega Andrea Strambi, presidente Uisp provinciale - ma se dovessimo aggiudicarci la gestione, l’idea è quella di mettere tutti insieme». Anche perché da quando l’impianto ha chiuso ad oggi non è che i costi si siano abbassati: se per tenere aperto fino a giugno servivano cinquantamila euro, la stessa identica cifra si ripropone a chi prenderà le chiavi dal Comune per garantire l’utilizzo dell’impianto fino a dicembre 2016, con la prospettiva di una proroga fino al termine del prossimo anno.

Fin qui quanto è sulla carta. Ma - ricorda Strambi - «ad oggi non c’è neppure il comodato gratuito firmato tra Viareggio Patrimonio, nella persona del curatore, e l’amministrazione comunale». I comodati per gli impianti sportivi sono previsti con una delibera del 14 settembre 2015, giorno prima del fallimento decretato per la Patrimonio. Ma, pur autorizzati dal giudice delegato, ancora non sono stati firmati. E la colpa, come si dice, “morì fanciulla”.

È un passaggio, quello dei comodati, che in realtà si inserisce in un quadro più ampio. Così definito ieri, in consiglio comunale, dallo stesso sindaco Giorgio Del Ghingaro: «Attendiamo da curatore l’elenco dei beni disponibili (alla vendita, ndr) e poi discuteremo. Sapendo che per noi sono tutti indisponibili». Ma la piscina è pignorata e chi subentra nella gestione anche con questo dovrà fare i conti.

«Senza contare - continua Strambi - che tutta la parte economica relativa alla gestione non è nero su bianco da nessuna parte. Non è una questione da poco».

Tra coloro che ieri mattina, all’ultimo tuffo, si sono affacciati con un’offerta alla piattaforma Start c’è anche l’associazione “Progetto sport” che ha lanciato l’azionariato popolare per raccogliere le somme necessarie ad aggiudicarsi la riapertura dell’impianto.

Ora sta al segretario comunale nominare la commissione che presiederà all’apertura delle offerte e alla loro valutazione. Risposte chieste e non ottenute nella seduta di ieri mattina del consiglio comunale dal capogruppo di Forza Italia, Rodolfo Salemi. Che insieme alla capogruppo della Lega Nord, Domenica Pacchini, ha chiesto la convocazione della commissione sport.

Risposte che mancano anche per quanto riguarda il bando per i sette impianti sportivi che erano affidati alla Viareggio Patrimonio e che sono tornati al Comune, stadio del Pini compreso. I bandi per gli affidamenti erano stati annunciati per il 27 aprile. Un mese è trascorso, invece, senza che niente sia accaduto.

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