La manifestazione
Bindocci: ricatto occupazionale
«Il piano industriale della nuova “I Care” fa acqua da tutte le parti»
VIAREGGIO. Pomeriggio di confronto serrato tra sindacati, lavoratori della Viareggio Patrimonio, direttore della nuova “I Care”, Marco Franciosi. Momenti di scontro duro, arrivati sul filo di lana in cui ciascun lavoratore deve firmare un contratto che da più parti, fuori e dentro il consiglio comunale (il consigliere Pd, Antonio Batistini, ed il collega della Lega, Alfredo Trinchese) è stato definito «un ricatto occupazionale». Così anche Massimliano Bindocci, sindacalista Filcams-Cgil, categoria che segue l’ex Asp: «In merito alla ipotesi di accordo individuale credo che si tratti del classico ricatto occupazionale portato alle conseguenze più estreme, anche se migliore rispetto al trattamento riservato a quelli del Principino, che ad oggi sono con la speranza delle clausole sociali e poco altro». Convinto che i colleghi della Funzione pubblica «stiamo facendo il massimo possibile», Bindocci - alla cui categoria i dipendenti ex Patrimonio passano in blocco se rinnoveranno la tessera - non nasconde la verità: «È il segno evidente di un piano industriale di “I Care” che fa acqua da tutte le parti e che si fonda sulle spalle del personale».
Non tutti gli ex dipendenti Patrimonio passano ad “I Care”. Per 18 di loro il futuro si chiama Sea, non prima di un periodo di disoccupazione. Otto saranno assunti da Sea Risorse che si riserva di non procedere se Piano finanziario e Capitolato non saranno firmati entro dicembre 2016. Con chi? Perché Sea Risorse con il Comune non ha un contratto. Problema irrilevante per l’assessore Laura Servetti che ha negato vi siano «condizioni da bomba ad orologeria». (d.f.)
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