Il Tirreno

Versilia

Sette anni fa la morte di Cristiano Ratti: mai trovato il pirata che l'ha ucciso

di Roy Lepore
La foto di Cristiano Ratti con i fiori e le scritte degli amici
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La foto di Cristiano Ratti con i fiori e le scritte degli amici

Viareggio: nella stessa serata i familiari e gli amici si ritrovano a Bicchio per ricordarlo. L’appello della madre: "Si faccia avanti chi lo ha ucciso"

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VIAREGGIO. I familiari di Cristiano Ratti, il giovane viareggino investito e ucciso da un pirata della strada il 30 maggio del 2009 sulla via Aurelia al quartiere Bicchio, si troveranno stasera nel punto in cui è avvenuto il tragico incidente. Ci saranno la mamma Emiliana, che da quella sera tragica non si è mai arresa e continua a sperare di poter avere la possibilità di avere il nome ed il cognome di chi ha ucciso il figlio, insieme alla moglie Valentina, il figlio Samuele, oggi 8 anni e mezzo, la nipote Siria, che era molto legata allo zio, e gli altri parenti e amici. Saranno lì, dove Cristiano, allora trentunenne, ha perso la vita in quel sabato sera intorno alle 21,30 di sette anni fa. La famiglia ha chiesto al Fondo per le vittime della strada per ottenere un risarcimento, fin qui negato.

«Non siamo riusciti fino ad oggi ad avere notizie precise di come siano andate effettivamente le cose - ricorda la mamma Emiliana -: le uniche dichiarazioni certe sono quelle di Beatrice, la giovane alla guida di una Smart che procedeva in direzione opposta, dove è avvenuto l'incidente e che sono state messe a verbale da parte della polizia municipale. A terra sull'asfalto c'erano dei vetri, che non sono quelli del fanalino dello scooter sul quale viaggiava mio figlio».

La mamma ha rivolto diversi appelli all'investitore dell'auto che si è dileguata nel nulla e che potrebbe essere una Renault Twingo e non una Ford scura come sembrava inizialmente. «Se è una persona che ha un briciolo di coscienza deve presentarsi alle forze dell'ordine e farsi carico delle proprie responsabilità. Non si può uccidere un ragazzo e non sentire il peso del rimorso. In auto tutti possono sbagliare, ma bisogna avere il coraggio delle proprie azioni. Non si può fare finta di niente lasciando un ragazzo in mezzo alla strada moribondo. Vorrei sapere come riesce la notte a prendere sonno. Se ha un figlio, riesce a guardarlo negli occhi?».

Parole di allora che la madre torna a ripetere: «Ringrazio il maggiore Lorenzo Amati, della polizia municipale di Viareggio per l'impegno con il quale ha condotto fino ad oggi le indagini. Mi ha rinnovato la promessa che fino a quando non andrà in pensione continuerà ad indagare con il massimo sforzo per cercare di identificare il pirata che ha ucciso Cristiano. Spero che quel giorno arrivi davvero«.

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