Lutto
La Madonnina della Pineta distrutta dai vandali
Doppio atto sacrilego a Viareggio: dopo il secondo episodio la piccola statua è stata riportata nella chiesa di Santa Rita e riparata dai fedeli
VIAREGGIO. Secondo i fedeli a distruggerla sono stati gli spacciatori che, soprattutto quando fa buio, si nascondono nella pineta di Levante. Lo hanno detto al parroco del Campo d’aviazione, don Luigi Pellegrini, ma non c’è alcuna certezza: nessuno, infatti, ha visto niente. Così il sacerdote ha deciso di riportare la statua della Madonnina di Lourdes nella chiesa di Santa Rita, nel quartiere viareggino poco distante dal piccolo santuario meta di pellegrinaggio.
In pochi giorni, infatti, qualcuno ha compiuto un doppio atto sacrilego contro la piccola scultura che raffigura la Vergine Maria: prima giovedì 19, poi nell’anniversario di Santa Rita, domenica 22. «L’avevamo aggiustata - spiega Luigi Pellegrini, sacerdote e vicario zonale di Viareggio - posizionandola nuovamente nel piccolo santuario della pineta, che da ormai molti anni è diventato meta di pellegrinaggio. Tutto ci aspettavamo, meno che fosse distrutta una seconda volta».
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Dopo l’ultimo raid vandalico il prete ha deciso di riportare la Madonnina nella chiesa di Santa Rita. La statua, forse, tornerà in pineta subito dopo l’estate, quando la situazione sarà più tranquilla. Al momento, purtroppo, non ci sono le condizioni di sicurezza affinché la scultura possa stare lì. «I fedeli credono che siano stati gli spacciatori che si nascondono là vicino - spiega don Luigi - ma è una loro supposizione: io non possono saperlo. Pensano che il loro via vai dia fastidio. Spesso la gente porta lì i fiori e annacqua le aiuole».
Nel frattempo un gruppo di fedeli, in modo particolare un muratore e un imbianchino, hanno nuovamente incollato la Madonnina distrutta dai vandali. «Fin da subito molte persone si sono offerte volontarie per rimetterla a posto - continua il sacerdote - ma non è una novità: per Viareggio ha un grande valore affettivo, è il simbolo della pineta e la gente è veramente molto legata alla statua, che non ha grande valore economico. Abbiamo dovuto togliere dal santuario tutte le reliquie sacre - conclude don Luigi - in quanto prima vorremmo capire da cosa derivino i sacrilegi.
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