Italia
Il mese della memoria I familiari: stateci vicino
Iniziative sportive e incontri per arrivare alla manifestazione del 29 giugno In piazza Mazzini e sul pontile di Forte la bandiera del “Mondo che vorrei”
VIAREGGIO. «Dobbiamo continuare». Parole semplici, dirette, efficaci quelle con le quali Tiziano Brunelli abbraccia Marco Piagentini, Daniele Rombi e tutti i familiari delle vittime della strage di Viareggio ai quali è dedicato il Torneo dei Quartieri, per la sesta volta consecutiva, nel Mese della memoria. Si comincia oggi, con lo stand dell’associazione dei familiari delle vittime in Passeggiata, mentre da sopra sventola la bandiera del “Mondo che vorrei”, esposta sul pennone del Belvedere delle Maschere. Ed un’altra arriverà, sul pontile di Forte di Forte dei Marmi «nato per le necessità di chi lavorava e di lavoro troppo spesso moriva», per dirla con le parole del sindaco Umberto Buratti che è anche vice presidente della Provincia. «Datemi la bandiera e io la espongo», è l’impegno di Buratti ieri a Villa Argentina dove i familiari delle vittime del disastro ferroviario hanno presentato le iniziative da qui al 29 giugno. Una partecipazione lunga un mese, alla quale la città non manca mai, e che comprende anche un consiglio comunale sul tema, previsto per il 9 giugno.
Partecipazione al corteo, che si terrà il 29 giugno come ormai accade dal 2010. Ma anche a tutto quello che viene prima. «I tassisti viareggini per tutto il mese esporranno il simbolo dell’associazione “Il mondo che vorrei” sulle loro auto», ha ricordato il presidente Marco Piagentini, che quella notte ha perso i figli Luca e Lorenzo e la loro madre, Stefania Maccioni. Il 29 i taxi saranno a disposizione gratuitamente di chi avrà necessità di raggiungere il luogo della manifestazione.
«Abbiamo ancora più bisogno che la città sia con noi», sono le parole di Daniela Rombi, vice presidente del “Mondo che vorrei”. Oggi che la sentenza è a portata di mano, giusto in tempo perché non cadano in prescrizione reati come l’incendio doloso nel giudizio di primo grado. La prescrizione scatterà a dicembre: «Le ferite di Marco, allora, da cosa saranno state causate? E mia figlia Emanuela è morta a 21 anni dopo due mesi di agonia di cosa? Di polmonite? Ustionata com’era per il 90% del corpo...».
Insieme al vice presidente Buratti, ieri mattina, il vice sindaco di Viareggio, Rossella Martina: «È un dolore che non si placa - queste le sue parole - ma tutti insieme dobbiamo continuare da urlare per avere la verità e la giustizia che sappiamo benissimo come non escano dai Tribunali». Parole forti, quelle del rappresentante dell’amministrazione viareggina, che non mancheranno di far discutere in questi giorni di dibattito sulla giustizia in Italia.
La lunga “marcia” verso il settimo anniversario del disastro ferroviario da trentadue morti, un pezzo di città distrutta, i feriti che con le ustioni faranno i conti per sempre, ed i lutto che fa sempre più male, inizia oggi con la giornata del tesseramento all’associazione “Il mondo che vorrei” (stand in Passeggiata).
Gli appuntamenti. Domani in via Ponchielli ci saranno bambini e bambine per l’iniziativa organizzata dal Comune “La città ideale 2016...Vieni e porta il tuo cuore”.
Dal primo al 24 giugno va in scena il “Torneo dei quartieri”. Mentre il 4 si tiene la ciclopedalata Livorno-Viareggio per non dimenticare il disastro del Moby Prince e le sue 140 vittime.
L’11 giugno è la volta del Torneo di calcetto femminile “Emanuela e Sara” in memoria di Emanuela Menichetti e Sara Orsi, che il fuoco ha portato via in giovanissima età mentre giocavano a carte in una serata di prima estate.
Impossibile dimenticarli: i motociclisti delle “Tartarughe lente”, i primi ad organizzarsi già in quei primi giorni di tragedia per far vivere la memoria di “Pulce” e “Scarburato” (Maria Luisa Carmazzi e Andrea Falorni, marito e moglie). Il 18 e 19 giugno c’è il motoraduno dedicato ai due biker i cui amici fanno vivere ogni giorno la Casina dei ricordi.
Il 12 giugno, quadrangolare di calcio ad 11 per il “Memorial Battistini”, dedicato a Federico, autista Clap, morto così come la moglie Elena Iacopini. E poi “Premio angelo del soccorso” il 25, “Torneo dei rioni young” il 22 e 24, la Ciclopedalata Viareggio-Cardoso per non far morire la memoria dell’alluvione del 1996 in Alta Versilia che causò 14 morti.
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