Il Tirreno

Versilia

Sì dei locali al cambio di verande «Ma le vogliamo come a Lido»

di Beatrice Faragli
Sì dei locali al cambio di verande «Ma le vogliamo come a Lido»

Entro martedì le attività dovranno adeguarsi ai nuovi arredi previsti dal regolamento del Comune Il Comitato Passeggiata: «Giusto investire negli esterni, è quello che faremo, però senza ombrelloni»

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VIAREGGIO. «Il modello da seguire è quello di Lido di Camaiore» per i locali della Passeggiata di Viareggio, che entro il 31 maggio, martedì, dovranno adeguarsi al nuovo regolamento sulle verande.

«Noi vogliamo investire sugli esterni, anche più di quanto chiede il Comune. Però vogliamo spendere bene» spiega Antonio Nutini del ristorante Marcantonio, in Passeggiata. Il che significa niente ombrelloni, come invece è previsto nella delibera comunale approvata il 21 dicembre scorso sulle verande del lungomare.

«Questo - gli arredi previsti dal regolamento, in vigore da martedì - ci porterebbe a una stagionalità del lavoro. Noi siamo disposti a investire, ed è giusto farlo. Però chiediamo almeno di poter avere delle verande come quelle di Lido» sottolineano dal Comitato Passeggiata, in rappresentanza degli 11 locali che hanno fatto ricorso al Tar per chiedere la sospensiva, poi respinta, del provvedimento.

Il tempo rimasto però, adesso, è davvero agli sgoccioli.

Il presidente del Comitato, Roberto Vannozzi, il vicepresidente Mauro Ciampa e il consigliere Nutini, chiedono quindi, «per l’ennesima volta», un incontro con il Comune per avviare un tavolo di confronto durante l’estate, in maniera tale da arrivare a fine stagione e partire con gli adeguamenti degli arredi esterni, in nome del decoro. «Ma - chiosano Vannozzi, Ciampa e Nutini - senza dover mettere gli ombrelloni. Il lavoro, in quel caso, sarebbe solo stagionale. La conseguenza, per chi lavora quasi solamente con le verande, sarebbe prima di tutto sul fronte occupazionale».

«Come stanno facendo per i lavoratori della Viareggio Patrimonio - commenta Nutini - è necessario aprire un canale preferenziale anche con noi da parte dell’amministrazione, perché avremo da fare i conti con la perdita di molti posti di lavoro».

Ciampa, di Crepes & Cafè, sottolinea che «il problema del decoro non può essere considerato tanto prioritario da non poter essere rimandato ancora di qualche mese. Il degrado in Passeggiata è dato dai marciapiedi disastrati, dall’arredo urbano inesistente e da tutto quello che manca. Così come a Lido non sono solo le verande ad andare bene, ma anche tutto il resto».

Sull’adeguamento ordinato entro martedì, dal Comitato Passeggiata spiegano che ogni locale farà le proprie scelte.

In via generale però, chiedono all’amministrazione il tempo necessario a sciogliere i troppi nodi del regolamento (ieri mattina è stata protocollata una lettera che chiede i parametri normativi «mancanti» sulle verande, spiega Vannozzi) e a «raggiungere un accordo dettato dal buonsenso».

«Nè il Comune nè i tecnici ci hanno mai voluti incontrare - sottolinea infine Ciampa - Questa è la nostra delusione maggiore».

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