Il Tirreno

Versilia

Roberto Romanini torna in carcere

di Matteo Tuccini
Roberto Romanini torna in carcere

L’imprenditore condannato per l’omicidio del cugino e per il sequestro dell’ex socio non avrebbe rispettato i domiciliari

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CAMAIORE. Torna in carcere Roberto Romanini, l’imprenditore di 65 anni su cui pende una doppia condanna per l’omicidio del cugino e per il sequestro dell’ex socio. Secondo i carabinieri, che hanno raccolto alcune testimonianze, non avrebbe rispettato gli arresti domiciliari. In particolare, sarebbe stato visto due settimane fa - per la precisione il 12 maggio - al Prado.

Per questo motivo giovedì sera i militari hanno fatto scattare le manette ai polsi dell’uomo, che ha accusato un malore. Portato al pronto soccorso del “Versilia”, Romanini è stato piantonato in attesa che venissero fatti gli accertamenti clinici sulle sue condizioni. Per i legali dell’imprenditore, che hanno fatto ricorso contro il provvedimento della Corte d’Assise d’Appello di Firenze, si tratta di uno scambio di persona (vedi box).

Attorno a Roberto Romanini si snodano due delle inchieste più rilevanti degli ultimi anni in Versilia. Inchieste che hanno portato a processi e a condanne pesanti. La prima è quella per il delitto di Stefano Romanini, ucciso sotto casa con nove colpi di pistola nel febbraio del 2011. Roberto Romanini, cugino ed ex socio di Stefano nell’azienda Rb escavazioni, è stato condannato all’ergastolo come mandante dell’omicidio. Secondo la Procura avrebbe fatto assassinare il cugino per intascare una polizza sulla vita da 600.000 euro che Stefano aveva siglato a suo nome, con beneficiaria propria la società Rb. La morte di Stefano - è l’ipotesi degli inquirenti - gli avrebbe consentito di rientrare dal debito di 200.000 che lo stesso cugino gli aveva lasciato dopo essersene andato dalla società. Gli avvocati difensori hanno già fatto appello: si è in attesa di capire quando verrà fissato il nuovo processo.

L’altra vicenda giudiziaria è quella per il sequestro con minacce e sevizie dell’imprenditore italo-finlandese Loreno Dalla Valle, ex socio d’affari di Roberto Romanini. L’imprenditore camaiorese aveva chiesto a Dalla Valle l’esclusiva per il mercato dei funghi in Scandinavia. Al rifiuto di quest’ultimo, a detta della polizia Romanini avrebbe reagito male. Avrebbe invitato l’ex socio in un casolare a Camaiore. Poi l’avrebbe legato e minacciato con una pistola per fargli firmare un contratto, in cui l’ex socio gli riconosceva un credito da tre milioni di euro. In mezzo a tutto ciò, ci sarebbe anche un ricatto con un video hard. Dopo essere stato denunciato da Dalla Valle, Romanini è stato processato e condannato a sedici anni di carcere sia in primo grado che in appello. È per questa vicenda che è agli arresti domiciliari, di recente spostati da Lido a Camaiore (nella casa dei figli). A giorni si attendono le motivazioni della Corte d’Assise d’Appello - che è quella che ha deciso la nuova custodia cautelare in carcere - per la sentenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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