Sicurezza
I tributi non versati al Comune un tesoro da quaranta milioni
Del Ghingaro: in città l’evasione fiscale è al 30%, se ne occuperà la società “I care” dal 1º giugno «Abbiamo riorganizzato le partecipate e salvato i posti di lavoro: ecco come gestiremo i servizi»
VIAREGGIO. Nella città che ha 135 milioni di euro di debiti - ma la stima è al ribasso - c’è un tesoro di 40 milioni nascosto da qualche parte. Sono i tributi non versati al Comune, secondo quanto rivela il sindaco Giorgio Del Ghingaro mentre sfoglia la margherita delle società partecipate. «L’evasione fiscale in città pesa per il 30% sulle imposte», aggiunge il primo cittadino. Ed è buffo pensare che la caccia agli evasori la farà una società che prende il posto dell’ex Azienda speciale pluriservizi e che si chiamerà “I care”. Cioè “Io me ne occupo”. Una citazione da Walter Veltroni, che a sua volta l’aveva ripresa da don Lorenzo Milani e John Kennedy. Ma per i viareggini la questione è assai più spicciola: “I care” si occuperà dei tributi comunali e dell’emergenza abitativa. Cercando di occuparsi meglio, rispetto al passato, sia dell’uno che dell’altro aspetto.
Il rebus delle società pubbliche. Del Ghingaro fa il punto sul groviglio che ha preso in consegna undici mesi fa. Dice che in sei, sette mesi ha già tracciato una linea importante. E che il 31 maggio sarà una specie di spartiacque nella tormentata storia delle società pubbliche di proprietà del Comune. «Abbiamo avviato un processo di riordino, che ha dovuto fare i conti con i fallimenti della Viareggio Patrimonio prima e della Viareggio Versilia congressi poi - afferma il sindaco - Nonostante questo abbiamo salvato tutti i posti di lavoro: i dipendenti di queste società troveranno il loro posto a tempo indeterminato da qui ai prossimi mesi. Siamo l’unico Comune dissestato d’Italia a raggiungere un risultato simile». Nel dettaglio, si parla della ricollocazione di 63 dipendenti della Patrimonio - erano 64, ma uno si è dimesso ed è andato a fare un altro lavoro - e dei 7 del Centro Congressi. I primi verranno risistemati nelle altre partecipate; per i secondi «non è stato possibile farlo - spiega Del Ghingaro - la società era in liquidazione da più di quattro anni e la legge pone un limite di due. Detto questo, i bandi per l’assegnazione del Principino vincoleranno i vincitori all’assunzione dei lavoratori».
Non più di quattro. Il sindaco spiega che tutti i servizi appaltati finora alle società partecipate verranno suddivisi tra non più di quattro realtà. Come detto prima l’ex Asp, oggi “I care”, metterà insieme tributi comunali - ex campo d’azione della Patrimonio - e emergenza casa. Dal 1º giugno sarà rinforzata da metà dei dipendenti dell’ex Patrimonio, per la precisione 35. Parcheggi, “vigilini” e servizi territoriali, come l’ex Catasto (chiamato Sit e ora Sigi) vanno alla Mover, che a sua volta verrà rinforzata da 7 impiegati ex Patrimonio. Il sistema della raccolta dei rifiuti è il più complesso: «Abbiamo sei società che se ne occupano - dice Del Ghingaro - ne vogliamo fare una sola». Questo presuppone la fusione anche di Sea Ambiente e Sea Risorse. Qui dalla Patrimonio arrivano in 17: l’operazione è prevista tra ottobre e gennaio del 2017, prima di allora i lavoratori verranno assunti con contratti a termine. «Sul “concorsone” di Sea non ci saranno ricadute: verrà fatto come previsto», assicurano dal Comune. I quattro dipendenti della Patrimonio rimasti verranno impiegati nel controllo delle caldaie, che viene eseguito dalla società Sevas. Di cui il Comune sta per acquisire alcune quote - spesa di qualche centinaio di euro, che si sobbarcherà la giunta - per poter appunto impiegare lì i lavoratori in uscita. «Tutti questi aspetti - assicurano dall’amministrazione - sono già stati definiti assieme ai sindacati».
Carnevale più Pucciniano. La quarta area di intervento delle partecipate vedrà la creazione di un nuovo soggetto, probabilmente una holding, che metterà insieme Carnevale e Pucciniano. Con un unico presidente e un unico Cda (anche se le poltrone sono a costo zero, va detto). «Ma le due realtà rimarranno distinte - assicura Del Ghingaro - in questo modo potremo continuare ad attirare finanziamenti su entrambi i fronti. La Versiliana? Sì, c’è disponibilità a stare insieme. Partendo da un cartellone unico».
@matteotuccini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
