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Il preside-artista trasforma la sua villa in un museo
Vinicio Rovai corona il sogno di una vita con 300 sculture e 130 disegni «Sono oltre cinquant’anni di lavori che si richiamano a temi politici e sociali»
PIETRASANTA. Una “casa museo” dove disegnare, modellare e scolpire. Un rifugio dove riflettere e proporre. Vinicio Rovai, 71 anni, artista pietrasantino particolarmente conosciuto anche per i suoi trascorsi didattici - è stato preside dello Stagi fino al 2010 così come di altri istituti d’arte a Massa, Parma e Siena - alla fine il sogno di una vita lo ha realizzato: quello appunto di trasformare una splendida abitazione, in via Cannoreto, in uno studio-museo che oggi accoglie 300 sculture e 130 disegni a sua firma. Sabato scorso, al vernissage inaugurale dello studio, erano presenti oltre 200 persone.
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«È stato emozionante - dice mentre indica le diverse nicchie del museo - nei limiti del possibile, sia nel giardino che negli interni fino alla mansarda, ho sistemato parte della mia produzione artistica che attraversa varie fasi, dal periodo della formazione accademica fino ad oggi. Oltre 50 anni di lavori che si richiamano a temi politico e sociali».
Rovai, nel corso della sua vita d'artista, ha conosciuto e vissuto a stretto contatto con i grandi nomi dell'artigianato pietrasantino, come Sem Ghelardini e Franco Cervietti e ancora maestri della scultura, quali Arp, Moore, Finotti, Nivola, Yasuda e tanti altri. A suo modo un pioniere, Rovai, in terra di Pietrasanta.
«Insieme a pochi altri riuscimmo, con una certa fatica, a proporre le prime mostre in piazza Duomo», confessa, ma è la casa-museo, con la suggestione che emana, a riassumere il suo lavoro. «Mio nonno possedeva delle terre in questa zona - dice - la passione per l'arte, fin da piccolo, ha segnato la mia vita. E in questa casa ho portato a compimento quello che ho sempre desiderato: uno spazio che però che non vuole essere - precisa Rovai - solo un momento espositivo dei miei lavori, ma che, spero, possa rappresentare anche un luogo di stimolo per chi voglia intraprendere la pratica dell'arte».
Fra le sculture in terracotta, bronzo e marmo e ancora fra i disegni ritroviamo le opere che recitarono da protagoniste a S.Anna di Stazzema, nel 1998, per la mostra sull'eccidio nazista inaugurata dall'allora presidente Scalfaro e altri pezzi che richiamano ai moti sociali della Grecia, del Kosovo, al dramma degli ebrei. Con una postilla: lo studio-museo di Rovai è visitabile su prenotazione, contattando lo 0584793395.
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