Il Tirreno

Versilia

Bagno del Principino: aprire dipende da Gaia

di Donatella Francesconi
Bagno del Principino: aprire dipende da Gaia

La società idrica deve riallacciare utenza e contatore

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VIAREGGIO. Il destino dello stabilimento balneare annesso al Centro Congressi è nelle mani di Gaia. La Misericordia di Lido, che gestirà il bagno insieme a quella di Torre del Lago, in questi primi giorni di lavoro ha utilizzato le autobotti ed i generatori. Le utenze del Centro Congressi, infatti, sono staccate. E tornare alla normalità non è semplice, in una corsa contro il tempo visto che la stagione è ad un passo dall’inizio ufficiale. «Intanto abbiamo recuperato e portato in spiaggia diciotto ombrelloni», racconta al “Tirreno” Marco Salvatori, legale rappresentante della cooperativa “il Girasole” che per le due Misericordie effettua i lavori, e gestisce il servizio, personale compreso. Ma prenotazione non ce ne sono: «Abbiamo una decina di vecchi clienti del bagno, quelli con l’ombrellone nelle prime file, che si sono detti interessati. Ma fino a quando non sappiamo che tipo di servizio possiamo garantire è difficile rispondere alla clientela». Salvatori, davanti al cronista, parla al telefono con gli addetti Gaia: «Noi non abbiamo niente a che fare con le precedenti gestioni», cerca di spiegare: «E qui hanno portato via il contatore. Noi abbiamo già fatto la domanda per il riallaccio dell’utenza. Ed è il Tribunale - ricorda Salvatori - che ci ha assegnato la gestione del bagno». Con Enel, invece, i precedente gestori hanno lasciato - così il responsabile della cooperativa - «un debito da trentamila euro».

Domani il curatore della Viareggio Patrimonio, Donato Bellomo, avrà un incontro con Gaia: al centro del confronto il maxi debito che l’azienda idrica ha con la Viareggio Patrimonio fallita. Come dire che l’acqua allo stabilimento balneare dovrebbe essere riallacciata di default.

Sulla spiaggia, al lavoro, gli operai della cooperativa ed insieme a loro anche alcuni dei profughi che la Misericordia di Lido sta ospitando. Per quanto riguarda il salvamento, invece, “il Girasole” assumerà alcuni dei bagnini stagionali della Viareggio Versilia Congressi. Un passaggio da definire «a breve, non appena avremo il quadro completo del servizio che effettueremo». la sorveglianza sarà comunque affidata a quattro bagnini più uno.

Intanto, oltre a sistemare gli ombrelloni, il personale al lavoro ha recintato completamente la piscina, che rimane inagibile, ha aperto le cabine (saranno utilizzabili i due vagoni laterali, solo al piano terra), tagliato siepi ed erba del giardino, e tenteranno di mettere mano anche alle tende per verificare se sia possibile o meno offrire anche questo tipo di servizio all’eventuale clientela. «Qualcuno telefona e chiede informazioni - prosegue Salvatori - ed abbiamo messo una persona a rispondere, oltre ad avere recuperato gli indirizzi di posa elettronica dei frequentatori dello stabilimento. Li abbiamo avvisati che stiamo riaprendo ma che non possiamo garantire lo standard cui erano abituati». Niente piscina, niente bar, ristorante che non c’è più: «Abbiamo detto la verità», sono le parole del rappresentante del “il Girasole”.

Sul tratto dove ancora non ci sono ombrelloni, i più temerari - incuranti del vento che non dà tregua - prendono il sole come se lì fosse spiaggia libera. Si attende la risposta per capire se anche quel tratto di spiaggia potrà essere dato in concessione allo stabilimento dell’ex Centro Congressi. Sperando che i tempi dell’assegnazione della concessione siano un po’ meno lunghi di quanto avveniva in passato, quando gli ombrelloni veniva posizionati senza il via libera che poi arrivava, a settembre. Fino a quando, nell’estate 2013, non è intervenuta la Capitaneria a far sì che la legge fosse un po’ più uguale per tutti.

I tempi sono strettissimi e per il ponte del 2 giugno non è detto che il bagno sia del tutto in funzione: «Fino a quando non torna l’acqua - conclude Salvatori - non possiamo verificare il funzionamento di servizi igienici e docce. Oggi questo è il vero scoglio».

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