Attenzione
Ucciso un altro cane a Strettoia
Pietrasanta, dopo Gemma un'altra vittima di una polpetta avvelenata. L'ex vicesindaco Marchi: punite i colpevoli
PIETRASANTA. Il cagnolino corre avanti e indietro nel giardino di casa dove trascorre gran parte della sua giornata: è tranquillo, si diverte. Poi, qualcuno, dalla strada, getta qualcosa: e il cane, un piccolo meticcio, si avvicina a quello che sembra un boccone come tanti. Lo mangia. Birillo, questo il nome del cane, morirà qualche ora più tardi, dopo un’indicibile sofferenza.
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Un episodio assurdo e folle che ancora una volta ha come sfondo Strettoia, zona dove da qualche tempo c’è chi, con la mente labile e il cuore pulsante odio, uccide o tenta di uccidere i cani. Un qualsiasi sconosciuto, come fa notare l’ex vicesindaco Marco Marchi che ha segnalato l'episodio e che a Strettoia vive e ha un'attività.
«La morte di Birillo risale ad alcuni giorni fa - riferisce Marchi - per come mi è stata raccontata qualcuno ha gettato una polpetta nel giardino dove c’era l'animale. Boccone che conteneva a quanto pare un veleno o un anticoagulante: i veterinari hanno provato in tutti i modi a salvare il cagnolino, ma non c'è stato niente da fare. Commentare un gesto così crudele e abietto è impossibile. Non sai neanche come catalogare certe persone: forse perché non sono affatto catalogabili».
Sullo sfondo resta un dato inquietante: fra Strettoia e Montiscendi i casi di cani avvelenati o scomparsi cominciano a essere troppi. Per una casistica che sembra tutto meno che casuale. Il caso di Gemma, il molosso ucciso da una polpetta avvelenata lo scorso autunno è ancora vivo nelle memoria di molti anche perché nel nome di Gemma è stato creato un gruppo, su facebook, partecipato da 6.200 persone.
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«Per quanto ne so, i cani uccisi e scomparsi, nella nostra frazione, sono stati 5 nell’ultimo anno, ma il numero - dice Marchi - potrebbe essere anche maggiore, purtroppo. Al mio hanno sparato: a suo tempo le forze dell’ordine avviarono un’indagine. Ecco, spero che presto o tardi questa gente venga individuata e punita come la legge prevede. Non ci sono giustificazioni di fronte a simili atti».
Restano, in scia, solo dolore e tristezza in chi vede il proprio cane piegato dalla sofferenza figlia di una mano infame e vigliacca.
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