Il Tirreno

Versilia

In cella a 84 anni dopo il gesto di disperazione

di Stefano Taglione
In cella a 84 anni dopo il gesto di disperazione

Dall’ospedale in carcere il pensionato che ha tentato di uccidere la moglie malata

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MASSAROSA. Appena dimesso dall’ospedale è stato accompagnato nel carcere di Lucca, dove ha trascorso la notte. Roberto Poletti, 84 anni, in preda alla disperazione lunedì scorso ha tentato di uccidere la moglie malata di alzheimer, Ortensia Francesconi, di due anni più giovane di lui. Secondo il racconto dei familiari l’uomo soffriva di depressione e non ce la faceva più a vedere la moglie in quelle condizioni, inchiodata a letto senza riuscire a riconoscere nemmeno i parenti: per questo - secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti - il marito l’ha colpita in testa con un martello (per poi fare altrettanto su se stesso) e al fianco con un coltello.

Nel primo pomeriggio di ieri il pensionato è stato accompagnato a San Giorgio dai carabinieri di Massarosa. Era stato arrestato lunedì in flagranza di reato, a poche ore dal tentato omicidio avvenuto nella casa dove vivevano a Stiava. I militari sono rimasti con lui fino al momento delle dimissioni dal San Luca, mentre ora l’anziano attenderà l’udienza di convalida in cella, fra l’incredulità dei figli e del fratello Sisto. «Non ho parole - afferma - ed è assurdo che uno come lui si trovi dietro le sbarre. È una persona che ha sempre voluto bene alla moglie, insieme hanno festeggiato 55 anni di matrimonio e mio fratello non è stato esente da problemi di salute. Negli ultimi tempi non stava tanto bene - conclude Sisto Poletti, che a Stiava è anche membro del Comitato di rappresentanza locale voluto dal sindaco Franco Mungai - e forse pensava di morire lasciandola sola».

Poletti è difeso dall’avvocato Eva Benedetti. «Oggi alle 10 verrà interrogato dal giudice per le indagini preliminari», afferma il legale, che spera che non vadano deluse le aspettative dei tre figli Luca, Roberta e Stefano. In mattinata è probabile che il pensionato possa uscire dal carcere. Se lo augurano i figli e i conoscenti.

Nel frattempo rimangono stabili le condizioni della moglie. I medici dell’ospedale pisano di Cisanello - dove la donna rimane ricoverata nel reparto di rianimazione - oltre al trauma cranico e alla lesione al fianco, hanno rilevato anche ferite d’arma da taglio al collo e al torace. Secondo il racconto del figlio Stefano, Ortensia Francesconi è fuori pericolo. «Dovrà rimanere a Pisa ancora diversi giorni - spiega l’imprenditore, che insieme al fratello Luca a Stiava gestisce il bar “Da Macedo”, che porta il soprannome del padre - ma è importante che si stia riprendendo. Mio padre, almeno, non ce l’ha sulla coscienza».

@taglions

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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